Centomila euro per le aiuole fiorite Meglio la lavanda

Raddoppiare gli alberi in 5 anni, come chiedeva uno dei referendum ambientali votati dai milanesi nel 2011, «è impossibile» solo con le risorse a disposizione. Non ci ha girato intorno l'assessore Chiara Bisconti che ieri in Commissione ha dato le cifra sul verde pubblico in città. Dai dal 2011 ad oggi gli alberi sono aumentati del 7% passando da 200mila e 214mila e per il 2014 ne saranno piantumati altri 9mila. Ma l'obiettivo è lontano, mentre qualcosa potrebbe cambiare usando nuovi strumenti, ad esempio «un maggior coinvolgimento dei cittadini». Il prossimo anno scadrà il contratto «global service» con l'attuale gestore, Palazzo Marino punterebbe all'affidamento solo dei parchi e una maggior cura delle aiuole e verde sotto casa da parte di privati. Sono una trentina in 6 mesi ad esempio i condomini che hanno chiesto di rinunciare ai posti auto davanti a casa per avere (e gestire) un piccolo prato. Ma il capitolo aiuole fiorite preoccupa la giunta, i 1.650 metri quadri di quelle con vasetti di piantine che vanno cambiati ogni due-tre mesi costano 96mila euro. «Dovremmo sostituire i fiori con piantine perenni» ammette la Bisconti. La lavanda ad esempio resiste anche a basse temperature. «Non abbiamo il clima di Santa Margherita, e che città vogliamo offrire per Expo?» frena il Pdl De Pasquale. Applaude invece Gibillini (Sel), che torna alla carica sull'eliminazione dei cancelli «ai giardini di viale Montenero e al parco delle Basiliche»