Centrale, l'hub respira. E finalmente si vede Sala

Stabilizzata la situazione in via Sammartini. Domani tavolo con i sindaci della città metropolitana

La fase acuta dell'emergenza - almeno per il momento - sembra passata. Complici la riduzione del flusso degli arrivi spontanei (ossia non programmati dalla prefettura), il lavoro dei volontari e l'apertura di alcuni centri per l'accoglienza come quello di via San Marco, la situazione nell'hub di via Sammartini - che in queste settimane ha retto all'ondata di profughi giunti a Milano - sembra essersi stabilizzata. E ieri proprio in via Sammartini si è presentato il sindaco Beppe Sala, che ha voluto verificare lo stato dell'accoglienza dei migranti.

Sala, accompagnato dagli assessori al Welfare Pierfrancesco Majorino e alla Sicurezza Carmela Rozza, ha incontrato i volontari della Fondazione Arca, spiegando di voler ripetere queste visite almeno ogni quindici giorni per rendersi conto personalmente della situazione. Inoltre, per lunedì il sindaco ha convocato un incontro ai sindaci della Città metropolitana per discutere della distribuzione dell'accoglienza fra i Comuni del territorio.

L'assessore Rozza, invece, ha chiesto «un incontro alle comunità eritrea e somala a Milano per condividere con loro l'individuazione di luoghi dove si possa gestire l'accoglienza». I nodi da affrontare sono la situazione dei migranti nella zona di porta Venezia e le sollecitazioni giunte all'amministrazione da residenti e commercianti sull'assistenza dei profughi che si trattengono attorno ai giardini di porta Venezia. «Molti eritrei e somali si fermano in quella zona perché trovano lì le comunità di appartenenza che li aiutano. Occorre individuare dei luoghi in cui quelle comunità li possano ospitare. Non so dire ancora quali possano essere, ne discuterò con loro e troveremo delle soluzioni. Bisogna creare le condizioni perché queste persone non debbano stare per strada come in questo momento ma in situazioni governate, luoghi in cui le comunità possano assisterli e creare aggregazione».

Quanto alle polemiche sui luoghi in città usati per l'accoglienza, come la scuola di via Fratelli Zoia, «a tutti quelli che pontificano, protestano e aizzano, ma non offrono soluzioni - replica Rozza -continuo a chiedere cosa propongono loro, perché la possibilità di bloccare i flussi migratori non è a disposizione del Comune. Quindi occorre trovare punti di accoglienza in modo che quel flusso sia gestito e non crei insicurezza per i cittadini». Resta il fatto, precisa, che «non è ammissibile che Milano si faccia carico dei due terzi degli arrivi, ben oltre la sue capacità, e il resto dei Comuni del territorio quasi nulla».