Il centro di gravità di Franco Battiato ora cade sulla pittura

Dopo Dario Fo, Bob Dylan e Amanda Lear, tocca a un altro personaggio celebre del mondo dello spettacolo svelare al pubblico il proprio eclettismo artistico. Al catanese Franco Battiato - personalità poliedrica al punto da essersi cimentato anche nella vita politica - la città di Pavia dedicherà infatti un grande omaggio a 360 gradi: non al suo lato musicale, però, almeno non direttamente. I riflettori saranno infatti accesi su una mostra antologica dedicata all'artista che si terrà a partire da domenica nello Spazio per le arti contemporanee del Broletto, e che comprenderà opere pittoriche del cantautore-compositore, ma anche l'importante collezione discografica, con vinili rarissimi e opere grafiche dagli anni '90 ad oggi. Niente concerti stavolta, ma un «centro di gravità permanente» che metterà a nudo l'estro colto del sessantottenne artista siciliano da sempre appassionato di ricerca e sperimentazione. L'antologica non mancherà di documentare anche la sua esperienza cinematografica nelle vesti di regista, che nel 2004 gli valse il Nastro d'Argento come miglior esordiente per il film «Perdutoamor». La pellicola narra il percorso formativo di Ettore, prima bambino poi giovane adulto, nella Sicilia e nella Milano degli anni '50 e '60, con ampia colonna sonora dalla musica sinfonica e operistica alla musica italiana degli Anni '60. Domenica, alle 21, verrà invece proiettato Musikanten, la sua seconda fatica cinematografica (2005) sulla vita del compositore tedesco Ludwig van Beethoven. Una vera e propria «opera omnia», dunque, la mostra intitolata Jonia Me Genuit organizzata dal Circolo culturale Giorgio La Pira e da Edizioni della Bezuga con la partecipazione del Settore Cultura del Comune di Pavia. Desteranno certamente la curiosità del pubblico i dipinti, ovviamente ricchissimi di citazioni legate alle culture extraeuropee e agli «orizzonti lontanissimi» come quelli evocati nella sua discografia. In primo piano, tra i suoi soggetti favoriti, i Dervisci che tanto cari furono all'artista torinese Aldo Mondino e che tanto hanno a che fare con i testi ascetici di Battiato. Che sulla sua pittura si schermisce: «Non sono un pittore ma un uomo che dipinge».