Il Centro per i minori resiste un altro anno (poi sarà privatizzato)

A Roma intesa Majorino-Iardino per trovare i 3,5 milioni necessari Brambilla: «La strada è tracciata»

Il Centro assistenza minori (Cam) non chiuderà il 31 dicembre. La pace tra le parti in causa nella sua gestione, ovvero Comune e Città metropolitana, enti intervenuti sulla scena dopo l'eliminazione della Provincia da parte della legge Delrio, è stata raggiunta ieri in Commissione bicamerale per l'infanzia. Attraverso un emendamento trasversale alla legge di stabilità firmato dai capigruppo della bicamerale, o comunque con lo stanziamento da parte delle istituzioni coinvolte di due milioni di euro, si può consentire al Centro assistenza minori di proseguire l'attività, in attesa della privatizzazione attraverso gara d'appalto che garantirà il futuro delle quattro casette quarantenni.

Ieri l'onorevole Michela Vittoria Brambilla ha convocato in Parlamento tutti i soggetti coinvolti: l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, la consigliera della città metropolitana di Milano, Maria Rosaria Iardino, il direttore del Cam Marcello Correra, e otto educatrici della struttura, guidate dalle coordinatrici suor Palaga e suor Caterina. «La via è tracciata - ha commentato l'ex ministro, che aveva visitato nei giorni scorsi la struttura personalmente -. Abbiamo ragionato tutti insieme per superare i pasticci burocratici».

I due passaggi individuati sono stati affidati alla Brambilla e all'ufficio di presidenza della commissione bicamerale. Il primo è l'impegno comune a trovare tra le righe della legge di stabilità, attraverso un emendamento della stessa bicamerale, le risorse necessarie: a fronte di un costo annuo di 3,5 milioni, come ha ricordato il direttore Correra, potrebbero bastarne 2 per arrivare al 31 dicembre 2016 (il resto sarebbe finanziato dalle rette) e nel frattempo, ha sottolineato l'assessore Majorino, «si procederà a privatizzare il servizio con una gara d'appalto, perché è impensabile che il Comune di Milano possa «inglobare» il Cam. Noi vogliamo decidere al meglio il suo destino».

Il secondo è l'apertura di un tavolo operativo con la Regione Lombardia per coinvolgerla nell'operazione salvataggio. Proprio ieri in consiglio regionale si è approvata una mozione del Nuovo centro destra per tutelare il centro. «Superiamo le polemiche uniti e tuteliamo i bambini» ha detto Luca Del Gobbo, capogruppo del Nuovo Centrodestra. Il Cam è nato negli anni Settanta con la missione di accogliere minori dagli 0 ai sei anni, sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria di allontanamento dal nucleo familiare. Mille i bambini ospitati fino ad ora. «Il Cam è casa» hanno scritto i suoi piccoli ospiti. Suor Palaga Gorzo ha invitato i commissari a «porre attenzione al valore di questo servizio, alla sua natura pubblica che in questo caso è garanzia di qualità, ai volti dei piccoli». Al momento ce ne sono 17, ma l'annuncio della probabile chiusura sul sito web ha costretto a respingere più di venti domande dal maggio scorso. «Non vorremmo – ha aggiunto l'educatrice Guida Ingenito – dover accompagnare questi piccoli, già traumatizzati, in un cammino che non sarà il rientro in famiglia ma l'ennesimo spostamento».