Centrodestra al lavoro per un nome comune E spuntano gli outsider

Da una parte e dall'altra, tutti sono al lavoro sui nomi del candidato sindaco. Certo, i 5 Stelle hanno già trovato un «portavoce», ma l'aria che tira è quella della sfida classica: centrodestra contro centrosinistra.Pd ed (ex) alleati, a dire il vero, sono fermi al duello su Giuseppe Sala. Il commissario Expo, dopo la visita milanese di Matteo Renzi, è candidato «ufficioso» del premier. E ieri ha incassato l'apprezzamento di Gianfelice Rocca (Assolombarda). Il nodo Sala, però, è ben lontano dall'essere sciolto: il manager spacca infatti il fronte arancione e non piace agli uomini di Giuliano Pisapia, a sua volta in imbarazzo sul da farsi (se si esclude il rituale omaggio alle primarie). Lo stallo a sinistra, intanto, agevola gli spazi di manovra del fronte opposto. Nel centrodestra qualcuno ha confessato che intende «godersi lo spettacolo» di un Pd dilaniato. Anche se i tempi per la scelta del candidato moderato non stringono, la soluzione potrebbe avvicinarsi. I nomi che circolano sono diversi, e arrivano anche dai mondi della società civile: imprese, professioni. Fra le ipotesi l'avvocato Annamaria Bernardini De Pace e anche il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, mentre sembrano aver declinato definitivamente Paolo Del Debbio e Claudio De Albertis. Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia sono tornate da Bologna con il pieno di entusiasmo e spirito unitario. Insieme forse a qualche sigla civica - che gli azzurri tendono a non sopravvalutare - sarà questo terzetto di forze a chiudere il puzzle delle candidature. Un puzzle nazionale. Se a Roma prende sempre più quota l'imprenditore Alfio Marchini, a Torino potrebbe essere Osvaldo Napoli a sfidare Piero Fassino, e a Bologna sarebbe accontentata la Lega, che da mesi ha fatto scendere in campo Lucia Borgonzoni. A Milano, d'altra parte, il segretario leghista Matteo Salvini sembra aver rinunciato (a malincuore) per coltivare ambizioni da anti-Renzi. Ora il nome politico che torna più spesso è quello di Maurizio Lupi ma l'ex ministro tentenna sull'unica vera condizione che gli è stata posta, la rottura con Ncd. Ieri Salvini ha chiuso di nuovo la porta: «Conosco Lupi da vent'anni - ha detto - è un bravo ragazzo e lo stimo. Però è il capogruppo di Alfano». Salvini però pare ottimista, anche per un suo sondaggio su Sala da cui - ha assicurato - «risulta che prenderebbe molto, ma molto meno di Giuliano Pisapia. Dieci punti di differenza». Salvini sembra fiducioso su un'intesa nel centrodestra. «Il lavoro - ha detto - è sul binario giusto. Magari il candidato non verrà fuori domani. Ma ci troveremo, con Berlusconi e con Giorgia Meloni e verrà fuori. Io, e credo anche Silvio Berlusconi, saremo a disposizione per qualsiasi ruolo a sostegno di questa sfida». E la scelta potrebbe cadere su un non politico, un nome che piaccia alla Milano del fare.