Centrodestra: «Li denunciamo» I Democratici: «Tutto regolare»

«I giardini di Porta Venezia hanno un doppio vincolo, ambientale e monumentale: manderò un esposto alla Soprintendenza per i beni monumentali e Paesaggistici - tuona Riccardo DE Corato, vicepresidente del consiglio comunale (FdI) deve intervenire per fermare la folle idea del Pd che vuole organizzare lì la Festa dell'Unità. Stiamo parlando di un bene storico, ambientale e monumentale di grandissimo pregio». Per poter superare non uno ma due vincoli, bisogna dimostrare l'interesse pubblico della città nell'evento per cui si chiede il permesso, il ragionamento. «Dov'è? Nessun partito in cinquant'anni - ricorda De Corato - si è mai sognato di organizzare lì una festa, per rispetto verso il luogo. E se il Comune darà l'autorizzazione mi rivolgerò direttamente alla Procura».

Non c'è solo Fratelli d'Italia a opporsi alla sagra della salamella a due passi dal Palazzo della Stampa e di Palazzo Dugnani: anche Forza Italia ha annunciato iniziative per fermare «lo scempio». E ha già lanciato una pagina facebook per raccogliere l'indignazione dei cittadini, che ben poco potere hanno rispetto a una giunta che «se la suoan e se la canta». «La maggior parte degli assessori che fanno parte del comitato sono del Pd e sono chiamati a decidere sulla festa nazionale del loro partito» osserva Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale (Fi). Sulla pagine «No alla festa dell'Unità ai giardini di Porta Venezia. Salviamo il parco» si leggono i primi commenti dei milanesi furibondi. «Il fatto che la giunta oggi ( ieri per chi legge) abbia rinviato la decisione - continua De Pasquale - la dice lunga sul fatto che teme l'opinione pubblica anche perché questo si configura come l'ennesimo attacco al verde della città, dopo il taglio degli alberi di M4 e ora in Macmahon da parte di un'amministrazione che si professa ambientalista solo a parole».

Difende la scelta Pietro Bussolati, segretario cittadino del Pd: «Piazza Gae aulenti ci faceva “gola” perché è molto in voga in questo momento, ma la difficoltà logistiche di disporre gli stand lungo gli assi viari (non avremmo occupato la piazza) e di ricorrere anche a spazi chiusi rendeva tutto troppo complicato e più costoso. I giardini sono uno spazio contenuto e molto fruibile». Il segretario non si scompone nemmeno davanti ai vincoli, paesaggistici e monumentali che proteggono il parco disegnato dal Piermarini: «Il problema non è non fare le cose, ma farle bene. Non viviamo nel terzo mondo ma in un paese con leggi e regole e noi ovviamente le rispetteremo, esattamente come è stato fatto per altre manifestazioni». Il riferimento è alla festa del magazine Wired , che rappresenta un ottimo precedente. «La festa era simile - spiega il segretario -: c'era un palco, spazi per dibattiti, ristorazione e shop».

Nessun problema per il verde - «gli stand non saranno sulle aiuole» - assicura - nè per il traffico «É la prima festa che organizziamo in Area C, verranno tutti con il bike sharing o con la metro». Certo, facile ottenere il permesso per la festa nazionale quando gli assessori chiamati a decidere sono del partito: «La giunta ha dimostrato in questi anni di operare nel rispetto delle norme, e di non fare sconti a nessuno».