Centrodestra lombardo ok Due guizzi Pd, flop a 5 Stelle

L'alleanza Lega-Forza Italia avanza, i grillini crollano e il centrosinistra può consolarsi con Brescia (e Arese)

Dodici Comuni sopra i 15mila abitanti sono andati al voto in Lombardia (su un totale di 102). Due li ha conquistati il centrosinistra - Brescia e Arese - uno il centrodestra (Bresso) mentre gli altri vanno al ballottaggio con una prevalenza del centrodestra, a partire dall'altro capoluogo di provincia, Sondrio.

Politicamente, su un dato c'è poco da discutere: il Movimento 5 Stelle è andato male, molto al di sotto delle percentuali (già sotto la media) ottenute a marzo alle Regionali e alle Politiche. Per il resto, l'analisi degli schieramenti cosa suggerisce? Tutti i sindaci uscenti erano del centrosinistra, il centrodestra quindi avanza, si toglie qualche soddisfazione subito, prenota qualche vittoria importante e si conferma forza maggioritaria nella prima regione italiana. Il Pd di contro cala, perde (e perderà) qualcosa nel numero di Comuni amministrati (nel Milanese, sicuramente Bareggio) ma forse perde meno di quello che temessero i suoi dirigenti. Riesce a tenere bene l'importantissima Brescia, inoltre tiene bene anche Arese e coltiva qualche speranza nei ballottaggi. Se Sondrio dovesse passare di mano, come sembra, il computo dei capoluoghi lombardi a questo punto vedrebbe il centrosinistra ancora avanti 8-4 ( ma fino allo scorso anno era 12-0, poi sono cadute Monza, Lodi e Como).

La Lega si rafforza e canta vittoria legittimamente con il segretario regionale Paolo Grimoldi: «Abbiamo vinto al primo turno - dice - in 12 comuni con un nostro candidato (a Capriate San Gervasio, Paladina, Agnosine, Castelcovati, Trescore Cremasco, Calolziocorte, Massalengo, Castel Goffredo, Cogliate, Lazzate, Vistarino e Venegono Superiore), un risultato che verrà incrementato nel secondo turno dove saremo presenti in quattro importanti ballottaggi con i nostri candidati sindaci a Cinisello Balsamo, Bareggio, Brugherio e Seveso». «Siamo cresciuti e stiamo continuando a crescere- sintetizza Grimoldi - siamo il traino del centrodestra in Lombardia».

Per il centrodestra molte soddisfazioni e a Brescia l'unica vera delusione. La partita era difficile ma il problema è che non si è neanche aperta, nonostante gli sforzi della combattiva Paola Vilardi. La Lega è cresciuta molto ma non è bastato. E non è bastato Matteo Salvini, che venerdì a Brescia ha generosamente concluso la sua campagna elettorale. Da segnalare l'exploit della deputata (ed ex assessore regionale) Simona Bordonali, che ha raccolto la bellezza di 1.472 preferenze. Ma il Pd a Brescia, ha ottenuto il 34,6%, praticamente il risultato politicamente più gratificante d'Italia, un dato che salva l'onore del partito in una tornata altrimenti difficile.

«Siamo un poco ammaccati. - ha ammesso invece la coordinatrice di Fi Mariastella Gelmini - È un grande dispiacere perché ci abbiamo creduto e abbiamo combattuto e come ogni tanto succede abbiamo perso. «Mi assumo la responsabilità della scelta - ha detto Gelmini - visto che Paola Vilardi l'ho indicata io». E cosa non ha funzionato? «Non lo so - ammette - I sondaggi fatti davano il nostro candidato ad una incollatura da Del Bono. Il dato politico che potrebbe giustificare quanto successo è il tracollo dei 5 Stelle al 5 per cento. È come se il voto dei grillini sia stato cannibalizzato dal Pd che è andato oltre il suo consenso».

Dai risultati, si direbbe che hanno prevalso logiche molto locali più che politiche. Significativo il dato della (scarsa) affluenza al voto. Nella regione più importante d'Italia ha votato solo il 55% degli aventi diritto, pochissimi per le percentuali tradizionali della Lombardia. Forza Italia ha faticato ma l'impressione è che l'elettorato liberale e «moderato», in una tornata di metà giugno, si sia disperso fra tante civiche e magari abbia scelto l'astensione, ma non sia dissolto. Interessante invece il caso della Brianza, dove sembra pagare il lavoro di rinnovamento e radicamento condotto sotto la regia di Fabrizio Sala.