Il centrodestra resta freddo sulla leadership di Parisi

Gelmini e Salvini ieri in Consiglio, ma l'ex candidato sindaco è a Roma e prepara la convention di settembre

Chiara Campo

Ha accompagnato il suo «no» con il gesto della mano. La risposta di Stefano Parisi a chi gli domandava se farà il coordinatore unico di Forza Italia. Dopo l'intervista rilasciata ieri alla Stampa («voglio provare a rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare alternativo al centrosinistra e concorrente con i Cinque Stelle, partirò con una convention programmatica a settembre a Milano per raccoglieremo idee e proposte») l'ex candidato sindaco di Forza Italia, Lega, Fdi, la lista Milano Popolare sotto il nome di Maurizio Lupi e la civica sponsorizzata da Corrado Passera ieri pomeriggio ha «saltato» il Consiglio comunale. Era a Roma alla presentazione del nuovo libro del senatore di Idea, Gaetano Quagliariello. Ma il suo nome è rimbombato dentro e fuori l'aula di Palazzo Marino. Presenti all'appello (tra gli altri) la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini e il segretario della Lega Matteo Salvini, i big che avevano guidato le liste per far vincere Parisi contro Beppe Sala e hanno scelto di rimanere in consiglio dopo la sconfitta. Il segretario del Carroccio prova a chiamarsi fuori: «Parisi leader del centrodestra? Mi sembrano scontri interni a Forza Italia su cui non entro nel merito e non dò giudizi. Noi stiamo facendo la nostra strada, presenteremo il nostro progetto a ferragosto mentre tanti altri saranno in spiaggia. Vediamo». In campagna elettorale Parisi non si era espresso sul referendum costituzionale mentre ieri ha annunciato che farà battaglia per il no. «É importante che abbia fatto chiarezza, evidentemente lo abbiamo convitno - commenta Salvini -, ma è ancora troppo vago, non basta parlare di immigrazione o federalismo, non potrò fare niente con chi ad esempio è ancora favorevole alla Turchia in Europa, cosa pensa di questo Parisi? E di Trump e Putin?». Sarcastico sulla partecipazione alla convention che il suo ex candidato sindaco sta organizzando per settembre proprio a Milano: «Non so se sarà libero, settembre sarà un mese molto pieno, devo essere presente in Liguria, Piemonte, a Pontida. Se avrò tempo ci andrò volentieri, ma devo capire: se mi siedo tra Passera e Alfano, francamente vado al luna park».La Gelmini si limita a un breve commento: «Parisi lo abbiamo visto in campagna elettorale, dove ha avuto una performance importante. È sicuramente una risorsa per Milano e per il centrodestra quindi mi auguro che la sua disponibilità e il suo impegno possa essere seguito da tanti esponenti della società civile perché la politica ha bisogno del contributo di tutti». Divisi per ora gli altri consiglieri del centrodestra. «Parisi chi? Heather?» scherza il capogruppo della Lega Alessandro Morelli, ed evita giudizi. Per quello di Fi Gianlcua Comazzi «è una bella notizia che voglia iniziare un percorso politico a livello nazionale portando l'esperienza di Milano che è comunque vincente. Abbiamo bisogno di persone preparate che abbiano spirito di iniziativa». Per Pietro Tatarella (Fi) «si tratta di capire se è una discesa in campo dentro o a fianco di Fi. Un consiglio a Paisi: partecipare a un pranzo ad Arcore con Brunetta e Romani (oggi, ndr.), non sarebbe un pranzo di rinnovamento».