Il centrodestra tenta l'impresa storica a Sesto e la «spallata» a Monza

Si vota in dodici Comuni dell'area milanese e in tre città capoluogo. Fi è davanti a Como

Chiara Campo

Secondo round. Il centrodestra cerca l'impresa storica a Sesto San Giovanni - scippare alla sinistra la città di ottantamila anime che governa ininterrottamente dal dopoguerra sarebbe un colpo pesante al renzismo in vista delle Regionali -, la spallata in dieci Comuni con oltre 15mila abitanti che il Pd ha governato negli ultimi cinque anni e la riconferma a Melegnano. É il giorno dei ballottaggi, si vota dalle 7 alle 23 in dodici grandi Comuni dell'area milanese e in altri quindici nel resto della Lombardia, tra cui le città capoluogo Monza, Como e Lodi dove le partite si giocheranno all'ultima scheda. Si fanno pronostici ma la vera incognita sui risultati sarà proprio l'affluenza. Già due domenica fa poco più della metà degli elettori si era recati alle urne, oggi si rischia un tracollo.

A Monza il match tra l'uscente Roberto Scanagatti (centrosinistra) e Dario Allevi (centrodestra) parte testa a testa, al primo turno hanno chiuso con il 39,9 e 39,8%, appena 35 schede di scarto. Allevi, appoggiato da Forza Italia, Lega e Fdi, ha stretto un accordo con l'ex sfidante di Alternativa Popolare Pierfranco Maffè.

A Como, dove il sindaco uscente era Pd (Mario Lucini non ha tentato il bis) il centrodestra con Mario Landriscina ha già staccato di 8 punti il dem Maurizio Traglio. Lodi, feudo del coordinatore renziano Lorenzo Guerini, è arrivata al voto commissariata dopo le dimissioni del sindaco Pd Simone Uggetti e ora la sfida è tra il candidato di centrosinistra con Carlo Gendarini (30,6% al primo turno) e la leghista Sara Casanova (27,3%).

Nell'area milanese il duello più caldo è quello di Sesto san Giovanni, tra l'uscente del Pd Monica Chittò e il candidato del centrodestra Roberto Di Stefano, che ha chiuso il primo turno dietro per soli 5 punti (30,9% a 26%) e nella campagna per il ballottaggio ha firmato l'accordo con il civico Gianpaolo Caponi che era arrivato terzo ma con il 24% delle preferenze. Ad Abbiategrasso i dem sono già fuori, gli elettori scelgono tra Cesare Francesco Nai (centrodestra) e il civico Domenico Finiguerra. A Legnano il sindaco uscente Alberto Centinaio deve inseguire il leghista Gianbattista Fratus (al primo turno lo ha staccato di 6 punti). A Buccinasco si sfidano invece Rino Pruiti (centrosinistra) e l'ex comandante dei Carabinieri Nicolò Licata (centrodestra), a Cernusco sul Naviglio Ermanno Zacchetti (centrosinistra) e la leghista Paola Malcangio, a Garbagnate Maria Bonesi (centrosinistra) e il leghista Daniele Barletta. A Magenta la candidata di Alternativa Popolare Chiara Calati, sostenuta da tutto il centrodestra, l'11 giugno ha staccato di sedici punti il sindaco uscente del Pd Gianmarco Invernizzi e si avvia alla spallata. Anche a Senago al primo turno c'è stato l'exploit della leghista Magda Beretta, avanti di quasi 20 punti sull'uscente Lucio Fois (Pd). A Melzo, altro Comune commissariato, è sfida tra Antonio Camerlengo (centrodestra) e il civico Antonio Fusè, a San Donato tra Cesare Loris Mannucci (centrodestra) e Andrea Checchi (centrosinistra), a Vimodrone tra il civico Dario Veneroni e Ilaria Chiaranda (centrodestra). A Melegnano l'azzurra Raffaella Caputo deve difendere la «roccaforte» del centrodestra (il sindaco Vito Bellomo ha raggiunto il limite dei due mandati) dall'assedio di Rodolfo Bertoli (Pd).