«Centrodestra unito Adesso esportiamo il modello Milano»

E la capolista di Fi lancia una campagna nei quartieri «Ascolteremo zona per zona»

Sabrina Cottone

Onorevole Mariastella Gelmini, sembra incredibile questa ritrovata unità del centrodestra a Milano...

«Il modello Milano dovrebbe essere il paradigma per tutta l'Italia. Come dimostra il fatto che anche Passera si aggiunga ai sostenitori di Parisi, credo che un centrodestra unito convinca e sia competitivo. Dovrebbe essere la norma».

Può darsi che debba essere la norma ma non lo è. Perché?

«Devo dire che noi abbiamo undici candidati sindaco unitari. È la prova che dove il centrodestra è unito, riesce anche ad allargare l'alleanza».

Lei parla di modello Milano. È esportabile altrove?

«Come dimostrano le regioni Liguria, Veneto, Lombardia, molte realtà sono la prova che il centrodestra è unito dappertutto. Naturalmente fa rumore il caso Roma ma il centrodestra è più unito di quanto non appaia, perché c'è unità sui contenuti, a differenza di quel che accade a sinistra».

Da capolista di Forza Italia in Comune, quale ruolo vede per il suo partito in questa alleanza larga?

«Forza Italia è il baricentro della coalizione. Noi abbiamo il compito di rendere la coalizione di centrodestra moderata, riformista, capace di proposte forti ma concrete, di non cedere ai populismi e agli estremismi».

Che cosa significa nel concreto non cedere a populismi e estremismi?

«Il centrodestra con Forza Italia è di governo, capace di fare una proposta concreta per governare».

Quali sono i punti del programma che ritiene emergenze?

«Al centro c'è l'emergenza sicurezza che la sinistra ha creato con superficialità, dandola per scontata. Dove governa la sinistra, l'insicurezza si è acuita e i cittadini vivono questa situazione con grande sofferenza».

Dopo la sicurezza, che cosa arriva?

«Ovunque governi, la sinistra aumenta le tasse e noi dobbiamo lavorare perché tornino a essere basse. Questo è la seconda emergenza. Il terzo punto è la qualità dei servizi, con l'incapacità manifesta di questo governo e di questa giunta Pisapia di dare risposte agli italiani che sono in condizioni di povertà».

Che cosa proponete per aiutare i milanesi che vivono nella povertà o rischiano di precipitarvi?

«La sinistra pensa a immigrati e profughi ma dimentica che la crisi ha colpito molte famiglie e molti italiani. Ci sono tanti cinquantenni che non riescono a reinserirsi nel mondo del lavoro, famiglie monoreddito che vivono situazioni difficilissime, persone che non riescono a pagare le tasse universitarie ai figli».

Milano è una città che affronta l'allarme povertà?

«Basta parlare con i milanesi per accorgersi di quanti italiani fanno fatica ad arrivare a fine mese».

In che modo il vostro progetto «Ascolto Milano» quartiere per quartiere entra nei programmi del centrodestra?

«Noi vogliamo rendere Milano vivibile quartiere per quartiere. La città arriva da cinque anni in cui la giunta si è dimenticata delle periferie e la cifra sono degrado e insicurezza. Per questo vogliamo ascoltare i problemi del quotidiano e partire da realtà concrete. Molti quartieri sono insicuri, c'è paura a tornare a casa la sera, troppe multe, troppe tasse. Noi intendiamo ripianificare tutto ascoltando criticità e problemi dei milanesi».