Il centrodestra vince tutte le sfide: «Da qui si parte per le Regionali»

Forza Italia esulta: «Giorno indimenticabile, uniti più forti» Confronto fra Lega e centristi sugli equilibri del Pirellone

Alberto Giannoni

Tre capoluoghi di provincia su tre, tutti strappati alla concorrenza. Poi la storica conquista di Sesto San Giovanni e una serie di piccole grandi vittorie. Può legittimamente cantare vittoria, il centrodestra, che in Lombardia vince in 17 Comuni sopra i 15mila abitanti (otto sindaci di Forza Italia, otto della Lega e una di Lombardia popolare). Forza Italia calcola che la «fetta» di Lombardia governata da sindaci di centrodestra sia pari a 686 mila abitanti, di questi 435 mila in Comuni oggi azzurri e 252 mila in mano alla Lega Nord. In provincia di Milano i numeri parlano chiaro. Sei Comuni sono andati al centrodestra (che ne aveva uno solo) quattro al centrosinistra, che perde Sesto San Giovanni, Magenta, Abbiategrasso, Legnano, Garbagnate e Senago a vantaggio del centrodestra, e Vimodrone e Melzo a beneficio dei civici. Il Pd conquista solo Melegnano ma non basta a salvare le sorti di questo giro di Comunali. Di «amarezza» parla il segretario milanese Pietro Bussolati, definendo il risultato «lontano da quello atteso».

Sul fronte opposto, le reazioni sono di esultanza. La coordinatrice regionale azzurra Mariastella Gelmini parla di «una serata indimenticabile per il centrodestra». Di «un risultato importantissimo» parla il coordinatore provinciale azzurro Graziano Musella. «Questi risultati - rivendica - attestano che il lavoro svolto negli ultimi mesi». «Il centro-destra, se è unito, è vincente» avverte Musella, come anche il coordinatore milanese Fabio Altitonante. «I valori del centrodestra sono maggioritari - dice - ma i cittadini ci premiano solo se siamo uniti». Anche in casa leghista si festeggia. Il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, scatta la sua fotografia: «Fino a due settimane fa, prima di queste amministrative, tra i Comuni interessati al voto, la Lega amministrativa 16 Comuni per circa 80mila cittadini: dopo questa tornata siamo passati a 35 Comuni per 750mila abitanti amministrati». Il presidente della Regione, il leghista Roberto Maroni, in prospettiva guarda avanti, all'appuntamento col referendum sull'autonomia e con le elezioni regionali del 2018. Si dice «soddisfattissimo» per l'esito dei ballottaggi, «perché - sostiene - in Lombardia sono stati un successo al di là delle previsioni». «È il segno che il modello Lombardia ha funzionato», riflette Maroni, parlando della coalizione ampia di centrodestra che sostiene la sua giunta. «Le regionali sono un'altra partita - premette - io non sottovaluto mai nessuna partita», aggiunge, ma insomma i risultati di domenica sono «un «buon punto di partenza». Le analisi, certo, divergono quando si guarda al fattore decisivo di questa affermazione. «Tutti uniti si vince, col contributo fondamentale della destra» avverte la coordinatrice regionale di Fdi Paola Frassinetti, che vede una vittoria «larga e netta». Per Alternativa popolare, il segreto è nel voto centrista. «Il centrodestra è come un tavolo: è stabile quando ha quattro gambe e noi come Lombardia Popolare siamo una di queste» spiega il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, mentre il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi si rivolge a Maroni: «Con una Lega lepenista non ci lavoriamo, con una Lega rappresentata da Maroni sì». Sullo sfondo c'è la campagna per le Regionali: «Abbiamo sostenuto questa maggioranza anche in momenti difficili - ricorda il capogruppo Angelo Capelli - Ma se non ci sono contenuti è solo un cartello elettorale».