Treni ancora nel caos: la città è in trappola

Secondo giorno di passione per i collegamenti regionali. Colpa del software sugli orari. E i disagi continueranno

Ancora ritardi e soppressioni. E a quanto pare i pendolari si dovranno rassegnare a una settimana nera. I problemi al sistema informatico di Trenord si sono rivelati tutt'altro che temporanei e non sono ancora stati risolti.

I tecnici sono rimasti al lavoro per la terza notte consecutiva senza tuttavia riuscire a far ripartire i computer che organizzano i turni dei macchinisti. La causa del corto circuito dovrebbe essere stata individuata ma il risultato è che da domenica i capitreno non vengono convocati al lavoro ed è impossibile gestire orari e personale.

Lunedì sono state soppresse 230 corse. Ieri è andata un po' meglio: il 15% dei treni è stato cancellato ma si è riusciti a far arrivare a destinazione il 70% dei treni entro i 10 minuti di ritardo. Tuttavia nemmeno oggi sarà garantito traffico regolare. E anche la giornata di domani è a rischio «game over», con l'aggravante della neve. «Come minimo - protestano i pendolari, esasperati dalla situazione - vogliamo essere rimborsati, o almeno avere uno sconto sugli abbonamenti dei prossimi mesi. Non ne possiamo più». Sui social network fioccano i commenti e le proteste e ieri sera un gruppo di viaggiatori ha perfino cercato di assalire gli uffici di Trenord a Cadorna.

La Regione Lombardia chiede di «proteggere gli orari di punta e informare tempestivamente i pendolari». L'assessore ai Trasporti Andrea Gilardoni ha convocato una riunione per fare chiarezza sugli intoppi. Trenord per ora rinnova le scuse. Ieri i vertici della società avrebbero voluto dare spiegazioni un po' più dettagliate ai viaggiatori. Tuttavia la conferenza stampa convocata per mezzogiorno è stata annullata all'ultimo momento a causa dell'arresto dell'ad Giuseppe Biesuz, le cui dimissioni saranno accolte oggi dal cda. Ora a prendere in mano redini e deleghe è il presidente di Trenord Vincenzo Soprano.
La situazione è piuttosto spinosa: il nuovo software che ha bloccato la circolazione di mezza Lombardia è costato un milione e mezzo di euro ed è servito per «unificare» in un solo data base i turni degli ex dipendenti di LeNord e di Trenitarlia, ora omologati sotto Trenord con un contratto uguale per tutti. «Quindi indietro non si può tornare - spiega Adriano Coscia, a nome dei macchinisti dell'Orsa - i vecchi server non esistono più. L'errore vero è stato scegliere di far partire il nuovo sistema informatico in concomitanza con il nuovo orario invernale dei treni. Una follia che stiamo pagando cara».

Tuttavia i dipendenti smentiscono di aver indetto uno sciopero bianco di sotterfugio. «Certo - aggiunge Coscia - siamo molto delusi dal nuovo contratto, lavoriamo il 25% di ore in più per prendere lo stesso stipendio ma non abbiamo indetto nessuno sciopero, stavolta il problema è solo del software». Il Pd denuncia: «Dietro tutto questo ci sono anni di mala gestione di cartapesta di Formigoni».

Dario Balotta, responsabile dei trasporti di Legambiente, sostiene che sia stato troppo azzardato «mettere in funzione un sistema operativo che disegna i turni di 2.800 ferrovieri testandolo sulla pelle dei pendolari. Era prevedibile che applicare un nuovo sistema senza prima averlo sperimentato avrebbe portato a questa situazione. Si sarebbe invece dovuto procedere per gradi e per linee, iniziando i test nel periodo festivo natalizio quando il numero dei passeggeri è inferiore».

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Mer, 12/12/2012 - 10:52

Se fossimo una nazione normale i vertici di Trenor li avrebbero licenziati in tronco. Ok, Biesuz è in galera, che ci resti. E sull'inefficenza dello stato bisogna però dire che la porcheria del software non funzionante è stato fornito da privati che dovrebbero pagare i danni. Ma siccome siamo in italia nessuno pagherà, tranne i pendolari.