Chailly: "Quella messa composta da mio padre per Papa Paolo VI"

Il maestro dirigerà l'opera al Grande di Brescia: "Che emozione la sua consegna al Pontefice"

Rosso Piermarini, bianco Leonessa. Milano e Brescia si uniscono per un concerto straordinario dedicato alla Canonizzazione di Paolo VI avvenuta il 14 ottobre 2018 e che animerà il Teatro Grande giovedì 30 maggio. Già, proprio così: Milano e Brescia, due città che furono importanti nella vita e nella storia del Pontefice di Concesio.

Protagonisti della scena musicale bresciana il direttore Riccardo Chailly e l'Orchestra e il Coro della Scala. Il concerto è promosso tra gli altri dall'Istituto Paolo VI e dal Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo.

L'amore per l'arte e la musica, soggetti di molti scritti di Papa Montini, tra cui la celebre «Lettera agli artisti», tornano così nel teatro lombardo in nome del Pontefice dopo il memorabile evento del 2015 con Riccardo Muti in occasione della beatificazione del Papa. Anche il nome dell'attuale direttore musicale del Teatro alla Scala è legato alla memoria di Paolo VI: Chailly infatti, oltre alla «Sinfonia n.1» di Johannes Brahms, dirigerà la «Missa Papae Pauli», messa scritta da suo padre Luciano, compositore e già direttore musicale del Piermarini, in onore dell'allora Papa Montini. A questo proposito l'altro giorno a Palazzo Marino, durante una conferenza il maestro ha voluto raccontare storie ed episodi legati all'opera. Per esempio l'«immagine» di quell'incontro descritto dal papà musicista nei suoi diari: «A Castel Gandolfo - riferisce Chailly riguardo a quanto scritto dall'illustre genitore - offrii al Pontefice la prima copia della partitura. Egli si illuminò di una luce improvvisa e intensa e dicendomi dolci parole e fissandomi» tenne a lungo tra le sue mani «la mia». Belli, anche i ricordi familiari: l'incontro con Montini del 12 aprile del 1967, udienza in Vaticano. In quell'occasione - continua il direttore - la «consegna al Santo Padre del nastro della registrazione dell'esecuzione». La prima assoluta che avvenne nel 1964 al Foro Italico con l'Orchestra Rai di Roma diretta da Ferruccio Scaglia. Due note sul linguaggio per completare: la «Missa Papae Pauli», a differenza di altre di quel periodo dell'autore, non sfrutta il linguaggio «seriale della dodecafonia - viene aggiunto nelle note - ma mostra una scrittura più libera», tra atonalità e politonalità. Tratto distintivo: anche la sua profonda concentrazione spirituale «che sprigiona un'espressività sentita».

L'omaggio al Papa del maestro Chailly e dell'Orchestra e Coro scaligeri assume poi un significato ulteriore, in quanto Paolo VI è stato arcivescovo di Milano dal 1954 fino all'elezione a Pontefice (1963). Inoltre la data del 30 maggio è strettamente legata al giorno stabilito da Papa Francesco per la memoria liturgica di San Paolo VI, che si terrà il 29 maggio, a ricordo dell'ordinazione sacerdotale di Montini avvenuta nel 1920 proprio a Brescia. Per rendere l'evento ancora più inclusivo, il concerto del 30 maggio sarà trasmesso in diretta in piazza Paolo VI grazie a un maxi schermo predisposto dal Comune della Leonessa. Un evento, questo, come si diceva promosso dal festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo - direzione artistica di Pier Carlo Orizio - che dal 15 aprile al 10 giugno, metterà in scena una parata di star internazionali della tastiera: «Musica velata-Schumann e Brahms» è il tema della 56esima edizione.

Tra i complessi del 2019 più attesi spiccano la Royal Philharmonic e la Budapest Festival.