Chailly rispolvera Cherubini dopo 15 anni

Torna alla Scala uno degli autori italiani meno frequentati

Cherubini e Schumann tornano alla Scala e per il secondo si tratta di un evento vero e proprio perché da 15 anni manca dai programmi del teatro. E l'appuntamento è di quelli da non perdere in calendario per il 17, 19 e 20 marzo, mentre per il «menu» su Schumann occorrerà attendere il 14, 15 e 16 maggio. Entrambi sono stati scelti da Riccardo Chailly nell'ambito della stagione sinfonica. Il primo impaginato è interamente italiano, il secondo attinge al repertorio internazionale, in un'ideale presentazione delle radici storiche e culturali dell'Orchestra e della sua versatilità. Chailly accosterà due pagine sinfoniche di Luigi Cherubini, l'«Ouverture da concerto in sol maggiore» e la «Sinfonia in re maggiore», ai ballabili e alla «Sinfonia» da I vespri siciliani di Verdi.I ballabili sono tra le pagine sinfoniche più impegnative di Verdi, con parti di brillante virtuosismo per gli strumentini e una sorprendente varietà ritmica: Chailly e la Filarmonica le avevano eseguite nel 2013 in un concerto per il bicentenario della nascita del compositore. Completamente nuovi per l'Orchestra sono i due brani di Cherubini: l'autore di Medea e Lodoïska, una figura cardine della musica italiana tra '700 e '800 che suscitò l'ammirazione di Beethoven e di Schumann, è assente dalla programmazione dal 2001, quando Muti diresse la «Messa solenne».Entrambi i brani furono composti nel 1815 per la Royal Philharmonic Society di Londra, che in occasione di una serie di concerti aveva commissionato al compositore un'ouverture da concerto, una sinfonia e una cantata. Le cronache delle prime esecuzioni indicano un vivo successo dell'ouverture e una certa freddezza per la Sinfonia, ma fu quest'ultima a godere di numerose riprese in tutta Europa. Quindici anni dopo Cherubini trasformò tre dei quattro movimenti della sinfonia in un quartetto d'archi.La stagione sinfonica proseguirà poi il 14, 15 e 16 maggio con il maestro Zubin Mehta che anticipa la sua presenza straussiana alla Scala con Der Rosenkavalier (dal 4 giugno al 2 luglio) eseguendo in concerto tre fra i più celebri poemi sinfonici dell'autore: Till Eulenspiegels lustige Streiche, Tod und Verklärung e Also sprach Zarathustra. Si conferma così la presenza costante al Piermarini del grande maestro indiano che nei mesi scorsi ha diretto Aida di Verdi ed è recentemente tornato alla testa della Israel Philharmonic con la Nona di Mahler.