Lo chiedono i Comuni del Parco agricolo sud. Già oltre 2mila firme raccolte

Dimenticate il luogo comune dell'ambientalista che si mette di traverso di fronte alle nuove opere. C'è chi le infrastrutture le vuole, le rivendica, si batte per ottenerle. Specie se si tratta di quelle «compensative», previste da accordi rimasti poi lettera morta. Come nel caso del prolungamento della M3: la linea che collega la Comasina, a nord, con San Donato e che, secondo l'intesa siglata tra Teem (la società che si occupa della costruzione della Tangenziale esterna est) e i comuni interessati, doveva essere prolungata fino a Paullo. Una specie di contropartita per gli abitanti di quelle zone dentro il Parco agricolo sud attraversate dai 31 chilometri di Teem, l'arteria di scorrimento (a pagamento) che dovrebbe essere inaugurata entro la primavera.

Otto fermate in più: San Donato est, San Donato centro, Peschiera centro, Peschiera est, Pantigliate Mediglia, Caleppio Cerchia, Paullo centro e Paullo est, questo prevedeva il progetto preliminare predisposto nel 2009 da Metropolitana milanese. Ma i lavori per il prolungamento della M3 sono bloccati, e il Cipe ha rilevato che manca la copertura economica. Lo stop non piace a molti cittadini, che insieme al circolo Legambiente di Melegnano e Cerro al Lambro hanno lanciato una petizione online sul sito «www.prolungalametro.it». A raccontare quanto l'esigenza sia sentita ci pensano i numeri: dal 20 ottobre ad oggi hanno già superato le 2mila firme. Alla causa, da sabato scorso, hanno aderito ufficialmente molti sindaci: oltre a Paullo quelli di Spino d'Adda, Pantigliate, Peschiera Borromeo, Tribiano, Zelo Buon Persico, Crema, Madigliano, Settala, Tribiano, Mediglia. Obiettivo, spiegano i portavoce di Legambiente Alessandro Meazza e Giuliana Piccolo «arrivare ad almeno 10mila firme: solo così possiamo sperare che si apra la porta a una discussione seria».

Poi, adesioni alla mano, busseranno alla porta della città metropolitana (quando, con il nuovo anno, sarà operativa dal punto di vista istituzionale) e della Regione. «Il Cipe prende atto del fatto che il prolungamento del metrò non è stato considerato una priorità», spiegano, «ma noi siamo decisi a non rinunciarvi, perché avrebbe un impatto diverso nella mobilità, senza consumo di suolo: dobbiamo uscire dall'ottica per cui ogni persona deve utilizzare un'auto. E, in ogni caso, le priorità vanno decise anche da chi in queste zone ci vive».