Di chiesa in chiesa, così viaggiano le opere d'arte

Opere d’arte nelle chiese. A comporre mostre itineranti, di parrocchia in parrocchia. Per avvicinare l’arte sacra al grande pubblico. Si comincia sabato 13 aprile alla parrocchia Sant’Andrea (via Crema), si proseguirà in autunno a San Bernardino alle Ossa, in piazza Santo Stefano. Fino a raggiungere altri luoghi di culto sparsi sul territorio cittadino. L’idea è dell’Ucai (Unione cattolica artisti italiani) l’associazione nazionale nata nel dopoguerra e che oggi, a Milano, annovera una trentina di iscritti. «Anche l’arte è un segno tangibile della fede - riflette Carlo Catiri, coordinatore Ucai e critico d’arte - Così, i nostri artisti hanno scelto di rispondere nel modo concreto che è loro più congeniale, all’appello della Chiesa per questo 2013, l’anno della Fede».

La mostra è a ingresso libero. L’inaugurazione, sabato in Sant’Andrea, sarà alle 16 con un concerto dell’Ensemble Hornpipe e della pianista Federica Bortoluzzi. Prevista anche la lettura di brani poetici a cura di Sandro Mariniello. La mostra è una collettiva di 14 affermati artisti. C’è la Madonna con Bambino di Sante Pizzol, specializzato in vetrate. Il bambino raffigurato non è neonato ma quasi adolescente, si vede l’abbandono nelle braccia di una madre forte e si avverte la serenità e la fiducia che la Madonna trasmette. Si spazia dai bassorilievi in ceramica di Francesca Pettinato, al surrealismo tedesco della pittrice Helga Kirchner. C’è la tela «Umiltà» di Giancarlo Nucci: un saio ruvido, richiamo alla terra ed eco delle Beatitudini. C’è «Fulcro» di Elisabetta Mariani, acrilico su carta, metafora di Gesù: il rosso acceso rappresenta la sofferenza ma anche la regalità di Cristo, presenza costante nella storia dell’umanità.

Ma il titolo della collettiva «Lo spirituale nella materia» lascia intuire dell’altro. «L’arte sacra è una delle tante manifestazioni dello spirituale - spiega Carlo Catiri che è anche professore di storia dell’arte al liceo milanese Volta - Ogni artista trasmette una parte di sè nell’opera, i segni di queste identità sono presenti nella materia. E la vitalità e la creatività di un’opera sono, a loro volta, le tracce dello spirito. C’è un legame profondo fra spiritualità e materia, la nostra esperienza dello spirituale passa attraverso la materia». Catiri presenterà una selezione di opere famose, dal Trecento a oggi. Dal Cristo di Giotto in Santa Maria Novella al Cristo del Mantegna a Brera. Dall’Annunciata di Antonello da Messina, alla Pietà di Michelangelo, alle improvvisazioni di Kandinsky.