Chittò perde 16 punti in 5 anni E Di Stefano apre le porte ai delusi

Tra la renziana e il candidato di centrodestra solo 2mila schede

Chiara Campo

Una batosta storica. Dal dopoguerra la sinistra ha sempre governato a Sesto San Giovanni, ma il Pd a trazione renziana tra due settimane rischia di consegnare la «roccaforte rossa» al centrodestra. La sindaca uscente Monica Chittó partiva come superfavorita ma è davanti al candidato del centrodestra Roberto Di Stefano per appena 2.015 schede. Il primo turno si è chiuso con il 30,97% per la Chittò e 26,09% per Di Stefano. Una debacle per l'ingegnere 45enne del Movimento 5 Stella Antonio Foderaro che sognava di replicare il modello Torino di Chiara Appendino - arrivare da outsider al ballottaggio e conquistare l'ex Stalingrado d'Italia - ma si è fermato al 13,47% (4.096 schede e quarto posto). Prima di lui, a sorpresa, si è piazzato Gianpaolo Caponi, esponente del Polo civico che ha raccolto l'appoggio anche degli alfaniani e di Stefano Parisi. Ha chiuso con il 24,24% delle preferenze (7.371 voti) e fino a metà dello spoglio si è conteso il secondo posto con Di Stefano, marito della pasionaria azzurra Silvia Sardone e sostenuto da Fi, Lega, Fdi e due liste civiche. Gli altri in corsa erano Alessandro Piano della lista Popolare per Sesto, che si è fermato al 3,47%, e Giovanni Urro di Sinistra Alternativa (1,75%).

La Chittò è crollata dal 46,2% raccolto al primo turno nel 2012 al 30,97%, sedici punti in meno (è pure sotto di un punto rispetto ai partiti). Una bocciatura piena alla sua giunta contestata soprattutto su sicurezza e immigrazione. Nei corridoi si dice che si aspettasse almeno 12 punti in più, il Pd è sul banco degli imputati. Su Facebook ieri ha scritto: «La Sesto dei valori del centrosinistra contro la destra. Questo è il risultato delle votazioni». Appunto. «Adesso tutti insieme per la Sesto che abbiamo sempre amato e che insieme possiamo sicuramente migliorare». Di Stefano festeggia e pare stia già tessendo trattative con Caponi per il sostegno al secondo turno. Sul web anche i militanti grillini ieri lanciavano slogan: «Adesso tutti contro la Chittò». Tra 5 Stelle e centristi, c'è un bacino di 12mila voti che potrebbe affondare il Pd. «Il risultato elettorale è chiaro - analizza Di Stefano - i sestesi vogliono cambiare pagina. La coalizione di centrosinistra è crollata rispetto a 5 anni fa, la maggioranza dei cittadini ha fatto capire chiaramente che la gestione Chittò è stata fallimentare, ha portato alla depressione economica e ad una progressiva insicurezza». Riconosce a Caponi di essere «la terza forza della città» e parlando al suo elettorato - ma anche a quello dei 5 Stelle - garantisce che «le porte sono aperte a tutti quelli che puntano al cambiamento, mi aspetto che convergano sulla mia candidatura».