Chiude il Salone del mobile tra record di folla e di affari

Segnali di ripresa da uno dei settori trainanti della nostra economia Il presidente Snaidero: «Oltre alla gente aumentati anche i contratti»

Che il Salone del mobile abbia mobilitato quest'anno una considerevole fetta di pubblico - sia in città sia da fuori Milano e dall'estero - è sotto l'occhio di tutti. Basta fare un giro per le strade di Milano coinvolte in questa grande kermesse per rendersene conto. Moltiplicate le iniziative. Potenziato il Fuorisalone di via Tortona. Coinvolte altre arterie del centro metropolitano. Il Salone del mobile è diventato un evento atteso e apprezzato. Già l'anno scorso il segnale era stato confortante, quest'anno, merito forse di un incombente Expo, il successo si è rivelato più massiccio. E il Salone è stato promosso dall'opinione pubblica a prova generale dell'Esposizione universale.

Sia come sia l'opinione dell'uomo della strada, il riscontro sul progresso di questo evento fieristico è testimoniato da chi ha il polso del settore e della situazione sotto mano. Roberto Snaidero, presidente del Salone del Mobile, è giustamente cauto - forse anche un po' scaramantico - ma dalle sue parole emerge la soddisfazione per il risultato raggiunto. «Gli operatori professionali sono in crescita continua e anche la produzione nazionale dà consolanti segnali di ripresa. È stato recuperato il fatturato perso negli anni scorsi e già da settembre 2013 a dicembre 2014 erano stati “ripresi” 1.900 miliardi di euro».

Le mostre biennali - cucina e bagno l'anno scorso , luce e ufficio quest'anno - sono stati apprezzati dal pubblico e dagli addetti ai lavori ma la soddisfazione non è soltanto legata al prestigio di un appeal ritrovato, ma anche al volume degli affari che finalmente cominciano a dare segni di vigore e salute. In proposito, Snaidero ha ringraziato personalmente gli operatori per la qualità del prodotto: «La felicità delle aziende che hanno partecipato a questa edizione è legata anche alla ripresa degli affari. Ordini e commissioni sono in crescita ed è un dato importante. Per ora è impossibile dare un peso numerico a questo successo e le giornate di ieri e di oggi risulteranno decisive per misurare la febbre del Salone».

«Gli stranieri erano lusingati per la partecipazione a questa vetrina. Arrivare ad esporre i propri prodotti e il proprio design al Salone è considerato un successo e questo dà il peso di un prestigio ritrovato che riporta Milano e l'Italia al posto che compete loro».

A gettare acqua sul fuoco degli entusiasmi si è presentato Grillo, poco ottimista sull'appeal ritrovato presso investitori esteri. «Il 70% dei clienti che vengono sono stranieri, occorre rilanciare i consumi interni» ha sottolineato il comico. È tuttavia certo che la kermesse ha suscitato un grande riscontro, provocando una mobilitazione dei milanesi, ma il fattore di incoraggiamento è legato all'aspetto economico, finanziario e produttivo che - dopo un periodo di profondo rosso e cupa crisi - ora sembra davvero ritrovare luce ed energia. Oltre ad appeal anche fuori dall'Italia. E intanto già si pensa a come migliorarsi. L'edizione 2016 dovrà segnare un nuovo passo avanti.