Ciak, a Milano si gira e la poetessa diventa film

Nell'ultimo decennio la vita e l'opera di Antonia Pozzi hanno ispirato saggi critici, mostre fotografiche, spettacoli teatrali (tra i quali il bellissimo «L'infinita speranza di un ritorno», interpretato da Elisabetta Vergani e andato in scena in primavera al Parenti) e l'anomala e intrigante docufiction Poesia che mi guardi, realizzata da Marina Spada nel 2009. Entro l'autunno a questo elenco di omaggi alla poetessa milanese (che «per troppa vita che aveva nel sangue», come recita un suo celebre verso, si suicidò ventiseienne nel 1938) bisognerà aggiungere il lungometraggio Antonia, di cui il regista Ferdinando Cito Filomarino inizierà a giorni le riprese nel capoluogo lombardo.
A darne notizia è la Lombardia Film Commission, la Fondazione non-profit che ha tra i suoi soci la Regione Lombardia, il Comune di Milano, la Fondazione Cariplo e Unioncamere Lombardia. Il fine prioritario di questa struttura consiste nel promuovere sul territorio la realizzazione di film, fiction TV, spot pubblicitari, documentari e di ogni altra forma di produzione audiovisiva, così da diffondere l'immagine della nostra regione in Italia e nel mondo, e favorire l'impiego di maestranze locali dall'alta professionalità. In Lombardia infatti esiste uno dei maggiori poli europei dell'industria televisiva, della produzione pubblicitaria e della creatività multimediale.Oltre che di Antonia, tra agosto e settembre i dintorni di Milano ospiteranno i set di due fiction televisive. Le mani dentro la città (che andrà in onda nella prossima stagione in dodici puntate su Canale 5) ha tra i suoi protagonisti Simona Cavallari nei panni di Viola Mantovani, una poliziotta determinata a contrastare l'avanzata della 'ndrangheta nella metropoli ambrosiana.
Una grande famiglia 2 è invece il sequel della miniserie di Rai 1 che annovera nel cast attori di grande richiamo, come Stefania Sandrelli, Sonia Bergamasco, Stefania Rocca e Alessandro Gassman. Al centro di una trama che, nella precedente edizione, ha catalizzato una media di sei milioni di spettatori, è la storia della famiglia Rengoni, una tipica dinasty di imprenditori brianzoli fra tracolli economici e colpi di scena sentimentali.
I set lombardi del lungometraggio di Filomarino (un regista ventenne milanese, già assistente di Luca Guadagnino, che può vantare partecipazioni al Festival di Locarno e al Sundance) e delle due fiction sono segnali di una sostanziale tenuta dell'industria cinetelevisiva nella nostra regione.
Il network di Lombardia Film Commission inoltre è in continua espansione grazie al recente accordo con il Consorzio Turistico Valtellina, all'imminente intesa con il Comune di Pavia e alla costante collaborazione con le istituzioni comasche, per iniziative tese al rilancio delle splendide, ma spesso poco utilizzate, location lombarde.