Cibo scaduto alla mensa del Comune

Avevano ragione i clienti di Cologno a lamentarsi della scarsa qualità del cibo del bar tavola calda: un'ispezione dei carabinieri ha infatti scovato oltre 2 quintali di prodotti scaduti, alcuni addirittura dal 2009. Non è stato l'unico controllo in zona e se altre sette ditte e ristoranti si sono rivelati in regola, un'azienda di cottura ha palesato «inadeguatezze strutturali» mentre una società di distribuzione impiegava come autisti sette stranieri clandestini.
Rischiano dunque licenze, multe e condanne penali i poco scrupolosi ristoratori che per avidità di guadagno non esitano a comprare merce scaduta. In particolare un bar tavola calda di Cologno, visitato dai militari della compagnia di Sesto, con i colleghi del nuclei antisofisticazione e tutela del lavoro. Un locale segnalato dagli avventori per la scarsa qualità dei pasti, nonostante avesse una convenzione con il Comune per sfamare i propri dipendenti e i disabili di associazioni e cooperative sociali. Ma per fortuna non scuole. Dentro i suoi magazzini, i carabinieri hanno trovato veramente di tutto: 95 chili di carne, 70 di pesce, 20 di sughi precotti, 13 di verdure, 10 di formaggi e di salumi, 10 di pasta e di riso e 30 litri di bibite varie. Merce rigorosamente scaduta, anche da cinque anni. Il titolare G.R., 59 anni, residente nella cittadina, è stato denunciato a piede libero e rischia la sospensione della licenza.
Molto meno grave la situazione in un non meglio precisato «noto centro di cottura» di Sesto, comunque segnalato all'Asl per inadeguatezze strutturali per eventuali provvedimenti. Mentre è stato immediatamente notificato un provvedimento di sospensione dell'attività, al titolare di una società di distribuzione pasti, 49 anni di Senago, scoperto a impiegare sette stranieri clandestini.