Ciclabili, ultimo disastro Incidenti in Gattamelata

I residenti con un video-denuncia protestano per la pista davanti al nuovo centro congressi Ma i pasticci in città ormai non si contano più

È stata ultimata solo una decina di giorni fa ma ha già mietuto due vittime: un frontale tra un'auto e un motorino, e la caduta di una cliente di un taxi davanti al centro congressi. Stiamo parlando della nuovissima pista ciclabile di via Gattamelata, realizzata in tre giorni e, appunto, e ultimata una decina di giorni fa circa. Attenzione: nonostante sia stata ultimata non è ancora stata esaminata dall'assessorato ai Lavori pubblici che, dopo la presa in carico dell'opera - è frutto di uno scomputo oneri di urbanizzazione realizzato da City Life- effettua il collaudo e l'ispezione. Diverse le criticità segnalate dal comitato dei residenti di via Gattamelata che hanno realizzato anche un filmato.

Innanzitutto il percorso sembra poco coerente: corre, infatti, in tre punti diversi della stessa via. Sono state realizzate due corsie per senso di marcia ai lati della carreggiata, uno protetto da un cordolo di cemento, l'altro di plastica. Innanzitutto le protezioni: sono diverse per i due sensi di marcia, mentre in fondo, all'angolo con via Teodorico, la pista sale sul marciapiede. «Come mai?» - si chiedono i residenti, riuniti nel Comitato via Gattamelata, tramite il loro portavoce Gian Paolo Zama. «Visto che il marciapiede è piuttosto largo, che bisogno c'era di realizzare la ciclabile su strada? Non solo, la pista è poco frequentata, si contano, se va bene, 15 biciclette al giorno».

«La pista è stata pensata per collegare in modo sicuro la ex Fiera e il Portello, collegamento che fino ad oggi non era garantito - replicano dall'assessorato alla Mobilità del Comune -. In entrambe le direzioni è ora garantita la sicurezza dei ciclisti. La diversa modalità di realizzazione, invece, deriva dal fatto che da una parte non era necessario, per il codice della strada, realizzare una pista in struttura: dove si è potuto intervenire in maniera più leggera, lo si è fatto con il cordolo giallo. Questo anche per agevolare eventuali modifiche della pista: il percorso rientra infatti nel progetto City Life. Quando termineranno i lavori a City Life è possibile che questa parte della pista venga modificata».

Tradotto: da un lato, quello opposto al Mico, il Centro Congressi di Fiera Milano City, la pista ciclabile ha portato via il posto a una trentina di stalli per la sosta dei residenti, dall'altro, invece ha comportato il restringimento della carreggiata. Ora corre sul lato più estremo, affiancato dalla corsia riservata ai taxi e ai pullman. Ma il problema è che i pullmann che scaricano davanti alla fiera, invadono la pista a e la corsia dei taxi, che a loro volta invadono la strada nel senso opposto. «Non si poteva prevedere che davanti alla Fiera la pista corresse sul marciapiede?» si chiedono i residenti. «No, il centro congressi non ha voluto che la pista corresse sul marciapiede» la replica dell'assessorato. «Come al solito la giunta fa prevalere l'ideologia sulla realtà: per tracciare la ciclabile ha cancellato anche i posteggi per disabili che non sanno più come accedere a casa» commenta Nicolò Mardegan, coordinatore cittadino Ncd.

Quella di via Gattamelata non è l'unico pista ciclabile contestata dai cittadini: continuano, infatti, ad arrivare le segnalazioni per quella di viale Tunisia, che costringe i ciclisti a un percorso tortuoso, spesso facendoli cadere.

Così in via Carducci il percorso inframezzato dalle fermate dall'autobus crea non pochi disagi. Contestate anche le ciclabili di via Gallarate, Forze Armate e Foro Bonaparte.