Ciclofficina nello stabile della mafia

In via Paisiello i detenuti andranno a scuola di bicicletta nel bene confiscato

Elena GaiardoniMilano non vuole la mafia e pedala. In tanti sensi. Uno degli stabili confiscati alle cosche, in via Paisiello 5, nascerà la «Ciclofficina Zona Loreto». Un maestro biciclettaio, voluto dall'associazione Gruppo volontari AGV onlus, insegnerà ai ragazzi del carcere Beccaria, e ad altri giovani che vivono situazioni di disagio, l'arte della riparazione delle biciclette, sperando che siano proprio i detenuti a insegnare il galateo della bicicletta ai ciclisti maleducati. Gli apprendisti saranno seguiti da operatori del Comune. A Milano i beni confiscati e poi riassegnati sono complessivamente 161. Sono stati destinati ad associazioni del terzo settore e del volontariato per intervenire nelle diverse sacche di malessere sociale, visto che si occupano dell'assistenza agli anziani, oppure di persone con disabilità. In questi edifici si possono trovare laboratori di quartiere per giovani, abitazioni per famiglie in difficoltà, negozi solidali, spazi per iniziative culturali. È prevista per aprile l'edizione 2016 del Forum delle Politiche Sociali, durante la quale il Comune consegnerà le chiavi di tre beni, due al Centro ambrosiano di solidarietà e uno alla Fondazione padri Somaschi onlus, che saranno destinati all'accoglienza di donne maltrattate e vittime di violenza.Dall'ultimo dato pubblicato dall'Agenzia nazionale (Anbsc) sono 17.577 gli immobili sequestrati e 3.187 le aziende confiscate in Italia. La Lombardia è quinta con 1.266 immobili dopo la Sicilia (6.916), Campania (2.582), Calabria (2.449) e Puglia (1.665). È quarta nella classifica delle aziende con 286 attività sequestrate e confiscate, dopo le 1.148 della Sicilia, le 529 della Campania.