Cinquanta milioni di euro per un pranzo scacciapensieri

Si sperava nel week end, ma non è stato un assalto all'ultimo regalo. É un Natale di crisi e si vede. Così la maggior parte dei milanesi va a caccia di doni non troppo costosi setacciando i grandi magazzini, qualcun altro prova a scovare qualcosa di originale in mercati e mercatini, altri ancora riciclano. Tiene, in qualche modo, il segmento del lusso.
C'è però un settore che nonostante tutto non conosce flessione ed è quello gastronomico. I milanesi hanno tagliato i viaggi ma per queste Feste metteranno sulla tavola una spesa di cinquanta milioni che, euro più euro meno, corrisponde quasi al disavanzo di bilancio di palazzo Marino. È quanto emerge da un sondaggio della Camera di commercio realizzato attraverso Digicamere con metodo Cati su 801 cittadini di Milano, Roma e Napoli a dicembre, in confronto con l'analoga indagine effettuata nel 2012..
Le tradizioni natalizie vengono sforbiciate qua e là, per risparmiare il risparmiabile: solo l'otto per cento dei milanesi (era il 13% lo scorso anno) può vantarsi di non rinunciare a nulla. Quando però si inizia a preparare il menu del 25 dicembre, della crisi si cerca di dimenticarsi. I cinquanta milioni di spesa prevista sono sostanzialmente in linea con quanto venne investito nel 2012. D'altronde il pranzo del giorno di Natale si conferma il clou delle festività per il 40 per cento dei milanesi (mentre lo è solo per il 21,2% dei romani e per l'8,3% dei napoletani che restano più legati al cenone della vigilia). Solo il 4,1 per cento (era il 3% nel 2012) imbandirà la tavola con prodotti alimentari a basso costo.
La spending review delle famiglie milanesi si fa palpabile quando dal cibo si passa al capitolo regali: anche se il 23% circa dice che risentirà poco della crisi, sarà comunque il 58% ad andare a caccia di regali più economici (l'anno scorso era il 53%) e il 42,8 % a depennare qualche nome dalla lista dei destinatari (nel 2012 era stato il 46,6 %).
Vestiti e scarpe soffrono in particolar modo l'effetto dei tagli: Dice il presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi. «È evidente che, con questo quadro economico, il Natale si preannuncia molto sobrio, con spese oculate con un modello di consumo tornato simile a quello di anni lontani, col netto prevalere di acquisti all'insegna del risparmio. Privilegiati gli accessori di abbigliamento, e quindi cravatte, foulard, guanti, sciarpe, cappelli e piccola pelletteria, mentre per la vendita dei capi spalla si attende l'avvio dei saldi».
E poi c'è l'elenco dei desideri più profondi e importanti, anche questo messo sotto la lente del sondaggio: cosa vorreste davvero trovare sotto l'albero di Natale? Anche quest'anno, in testa all'elenco c'è la salute, scelta da 43% dei milanesi, ma sale la percentuale di chi si accontenterebbe di soldi contanti (passa da 9,5% a 12%) e di un lavoro (da 9,5% a 11%).