Le cinque anime della Verdi nei concerti lunghi un anno

All'auditorium musica sinfonica, da camera e da film, gli anniversari dei compositori e recital per i bambini

Simone Finotti

Sarà Claus Peter Flor, con la tradizionale «Nona di Capodanno» in auditorium, a tenere a battesimo la stagione 2017 della Verdi. La prima dopo l'addio del fondatore e direttore generale Luigi Corbani e di Zhang Xian, che dopo 7 anni lascia la direzione musicale dell'orchestra. Impossibile nascondere un velo di malinconia, ma la Verdi, che nel frattempo si è vestita di un nuovo logo dalle linee sobrie ed eleganti - in un momento in cui le maggiori compagini del mondo diventano brand la cosa non è secondaria - si prepara a farsi letteralmente in cinque. Tanti sono i filoni che l'orchestra di largo Mahler seguirà nella stagione che coincide con l'anno solare.

Il programma sinfonico, che rimane l'asse portante, parte con le quattro repliche della Corale, dal 29 dicembre all'1 gennaio, e prosegue tutto l'anno con 34 appuntamenti dal Barocco alla contemporanea di cui 16 serate con 3 repliche (giovedì, venerdì e domenica) e le restanti 18 con 2 concerti (venerdì e domenica). Colpisce il ritorno del grande sinfonismo mitteleuropeo e russo: non solo Beethoven - previsti tutti i cinque concerti per piano -, ma anche Brahms (con D'Espinosa e Boncompagni), l'ultimo Mozart (sinfonie 39, 40 e 41, oltre alla 25), un Gustav Mahler visitato lungo tutto l'arco della stagione compositiva. Dal «Titano» (n. 1, con John Axelrod) alla straziante Nona diretta da Flor, passando per la lirica Quarta (a febbraio in coppia con la n.5 di Schubert), il visionario «Canto della notte» (n. 7) e l'orientalizzante «Canto della terra» (con il ritorno di Xian, in maggio). Spiccano anche le ultime sinfonie di Caikovskij: la n.4 in gennaio con Jader Bignamini, che torna a marzo per l'«Incompiuta» di Schubert, e le più note 5 e 6 con Oleg Caetani. Molto atteso anche Bruckner, con l'incompiuta Nona a fine gennaio insieme al concerto «Imperatore» di Beethoven (con Flor e Carcano), e le fascinazioni nordiche di «Sibelius», con la seconda e più popolare delle sue sinfonie diretta in aprile dal finlandese Pietari Inkinen.

Tra i direttori ospiti, attesi Patrick Fournillier, che ci condurrà da Bizet a Ravel, da Poulenc al «Nuovo mondo» di Dvoak per il tradizionale concerto di settembre alla Scala, Benjamin Bayl (in febbraio con Mozart e Haydn) e Stanislav Kochanovsky, con la splendida Quarta di Schumann in maggio. Per Zhang Xian, invece, ben quattro programmi tra cui spicca il decimo, tutto russo con la Sesta di Prokofiev e «Shéhérazade» di Rimskij-Korsakov. Occhio anche alla «Sinfonia fantastica» di Berlioz (a marzo con Leonard Slatkin), alla «Passione secondo Matteo» di Bach, interpretata dal direttore artistico della Verdi Ruben Jais nei giorni pasquali, e al «Gianni Schicchi» di Puccini eseguito in forma di concerto, in maggio con Axelrod.

Per la musica italiana, in aprile arriva Giuseppe Grazioli con Respighi e Marinuzzi (sinfonia in La). Continua l'apertura alle collaborazioni esterne, con il ritorno dell'Orchestra Haydn e il debutto in auditorium dell'Orchestra Toscanini di Parma. Ci sarà ancora la musica da film, con Ritorno al futuro (aprile), Indiana Jones I predatori dell'arca perduta (giugno), Star Trek (settembre), e Nosferatu (novembre). Il terzo filone, «La Verdi festeggia», è dedicato agli anniversari di musicisti di oggi e di ieri. Intanto compie 18 anni la rassegna «Crescendo in musica»: dieci appuntamenti per i più piccoli il sabato pomeriggio. Senza contare la musica da camera, con 19 concerti nell'atmosfera intima e raccolta del Mac, e uno spazio per i giovani talenti, nella seconda parte dell'anno.