Cinquemila prostitute in più (con la guida del sesso sicuro)

Iniziativa del Comune per il rischio Aids Il «vademecum» sarà in tutte le lingue

Il «giro» della prostituzione, maschile e femminile, si allargherà da qui ai prossimi sei mesi di circa cinquemila unità. Effetto Expo. Una stima non ufficiale riferita ieri dall'Asl durante la campagna di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili lanciata con il Comune. «Keep calm and have a safer sex», calma e praticate sesso più sicuro è lo slogan-appello ai milanesi e ai turisti in arrivo da tutto il mondo per visitare i padiglioni e (forse) cercare il divertimento a pagamento in città. Sui dati e rischi di contagio saranno distribuite brochure in 8 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, cinese, arabo, romeno e russo), verranno affissi dal 7 maggio circa 500 manifesti in città e in biblioteche, Consigli di zona, uffici comunali e sedi di associazioni e distribuite cartoline con il messaggio della campagna. All'aeroporto di Linate e Malpensa saranno allestiti infopoint con volontari presenti e le raccomandazioni viaggeranno anche in rete, sul sito www.contattosicuro.it e l'app «SmartSex». Di Aids si parla meno ma è tutt'altro che scomparso. A Milano, riferisce l'Asl, si registrano circa 1,5 nuove infezioni al giorno di Hiv, sifilide, gonorrea, rappresentano il 70% delle segnalazioni regionali. La stima delle persone inconsapevoli è altissima, varia dal 13 al 40 per cento rispetto ai casi segnalati, vuol dire che in Lombardia le persone viventi con Hiv o Aids potrebbero variare tra 115mila e 145mila. Una su 3 scopre per caso di avere l'infezione, non perchè si sottopone a controlli specifici, valutando consapevolmente la possibilità di averlo contratto, ma solo dalla diagnosi richiesta per altre malattie sessuali.

Gli esperti tengono a riportare l'attenzione sui rischi, perchè i passi avanti nella ricerca di terapie portano molti a sottovalutare la possibilità del contagio o ad immaginare che (in caso) potranno curarsi più facilmente che in passato. Tra 2010 e 2013 sono più che raddoppiate - passando da 226 a 574 - le nuove diagnosi di Hiv in città, nel primo quadrimestre del 2014 (il dato più recente a disposizione) l'Asl ha registrato ben 442 casi, più di cento al mese. E la fascia di età più colpita è anche quella che dovrebbe essere più consapevole, non troppo giovane nè anziana: si tratta di maschi tra i 25 e 44 anni. Nel 72% dei casi la trasmissione avviene nei rapporti tra maschi, nel 20% tra eterosessuali, nel 5% dei casi tra tossicodipendenti. Per l'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino è «fondamentale puntare su prevenzione e informazione».