CINZIA MAURI Quando foglie e cortecce si trasformano in orecchini

Cinzia Mauri è una fuggitiva. All'inizio della sua «carriera», parola proprio fuori tono per queste persone, lavorava nel mondo della comunicazione. «Non trovavo più soddisfazione, perché non riuscivo ad esprimere la mia creatività, così ho iniziato a fare una cosa mia». Accessori femminili. Borse in velluto degne di Violetta Valery, bracciali, orecchini, collane. Cinzia Mauri fotografa la natura. Quindi stampa una cascata di foglie piuttosto che un orizzonte interrotto da un bosco sopra il legno, ne fa delle placche ricoperte di resina e le applica su stoffe, oppure le unisce a formare braccialetti e pendenti. «Non è una filosofia decorativa o estetica, ma proprio un invito a meditare su certi pezzi di terra che abitualmente non osserviamo e che ci regalano tanta serenità e forza». Insieme a gruppo di artigiani ora sta lavorando al progetto «Exponiamoci» che in vista di Expo 2015 mira ad avere una vetrina degna della ricerca che questi nuovi artisti - imprenditori compiono. Cinzia Mauri va alla ricerca di tessuti di nicchia, come il velluto della sartoria Cordani di Zoagli. Lo tinge secondo l'immagine che intende applicarvi sopra. Se la foto ritrae cortecce di legno, il velluto sarà color fango. «Non ci penso nemmeno ad aprire un negozio. Non sarei portata per il commercio. Per ora proseguo nel mio laboratorio a Bresso». E' questo l'ombelico di queste persone: il loro cordone non si stringe attorno al denaro.