Circa 200 iscritti ai «Caim» devono dire addio alle iniziative gratuite

Compagni e compagne, cittadini e residenti, il vento in zona 6 è cambiato (non in meglio). A farne le spese le persone meno abbienti che abitano a sud ovest della città, dal Lorenteggio ai Navigli.
Si parla di ben 2000 persone, ovvero gli iscritti ai corsi dei Cam, ovvero i centri di aggregazione multifunzionale. Corsi che per vent'anni sono stati gratuiti e che ora in zona 6 diventeranno a pagamento. Così ha deciso il parlamentino di zona giovedì scorso. Peccato che a frequentarli siano pensionati, abitanti delle case popolari, casalinghe e disoccupati. I più deboli, insomma. Ecco l'ennesimo caso in cui l'amministrazione di sinistra decide di penalizzare le periferie e le persone meno abbienti, soprattutto anziani.
I Cam hanno un'importanza fondamentale per i quartieri popolari: non solo offrono corsi e attività, ma diventano punti di ritrovo, presidi sociali insostituibili. La dimostrazione? L'ex presidente della zona 6, Massimo Girtanner, aveva creato «spazio aperto» ovvero una stanza dove gli iscritti ai corsi potessero trovarsi anche nei giorni in cui non c'erano attività. «Questa è una vergogna - tuona Girtanner, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia - in quindici anni di amministrazione Moratti non abbiamo mai pensato di far pagare i corsi e le feste. Per noi erano una priorità tanto che i primi fondi che ci arrivavano dal bilancio centrale veniva girati per finanziare le lezioni». Così sabato e domenica gli spazi di via La Spezia e via San Paolino venivano dati gratuitamente alle famiglie delle case popolari per le feste di compleanno. Anche per i bambini delle periferie il vento è cambiato: d'ora in poi dovranno pagare per le loro feste (55 euro più gli straordinari del personale) e in alcuni casi forse rinunciarvi.
Sotto l'amministrazione Moratti i corsi venivano gestiti e organizzati da Milano Sport, ma l'anno scorso l'amministrazione arancione ha deciso di mettere a bando l'organizzazione delle lezioni per le associazioni dei quartieri. Sono rimasti gratuiti solo due corsi: il ciclo di 5 incontri «Il piacere di disegnare» e «Acquarello». Ma ci sono anche corsi «che proseguono» e che da un semestre all'altro hanno maturato un costo come il «proseguimento del laboratorio di ballo Boogie Woogie» e il corso «Balli di gruppo». Si va dai 12 euro al mese (più assicurazione annuale di 10 euro) per il corso di pilates, tai chi, ginnastica dolce ai 15 euro per il corso di yoga fino ai 50 euro del laboratorio sulle Tecniche posturali e di respirazione ai 65 per le lezioni di auto apprendimento dello shiatsu agli 84 del corso di autodifesa.