La circolare Tremonti bocciata dai giudici: "Via alle nuove metrò"

Passa la linea del sindaco Moratti che si era opposta. Il Comune: "Sbloccati dalla Corte dei conti 100 milioni per le infrastrutture".Un primo
risultato: si limitano i tagli.
I soldi saranno usati
per la linea 4 e altri progetti
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La Moratti vince il primo round (e forse la partita) contro la circolare Tremonti che rischiava di bloccare cento milioni di investimenti per le infrastrutture. In realtà, Milano potrebbe beneficiare del ricorso presentato alla Corte dei conti della Lombardia da un altro sindaco, il leghista Attilio Fontana, che oltre che primo cittadino di Varese è anche avvocato. Ieri la magistratura contabile gli ha dato ragione: ha definito «in contrasto» con la Finanziaria 2009 la circolare con cui il 27 gennaio il ministro del Tesoro Giulio Tremonti aveva impedito agli enti locali di usare i proventi delle vendite azionarie o immobiliari per le opere pubbliche. Contro il provvedimento si era subito scagliato l’Anci («la decisione della Corte dimostra che eravamo nel giusto» ha festeggiato ieri).

La Moratti si era detta «fortemente preoccupata» per il rischio di bloccare infrastrutture attese da tempo (come la linea 4 della metropolitana) e il consiglio comunale aveva votato una mozione bipartisan invitandola a sforare comunque il Patto di stabilità. Ora, la Corte dei conti dovrebbe limitare i tagli. «La vittoria di Fontana, milanese e leghista, è un’ottima cosa - commenta il capogruppo milanese del Carroccio, Matteo Salvini -. Così anche i sindaci lombardi più timidi potranno usare quello che è loro. Una volta su dieci capita che il nord vinca su Roma, vediamo di sfruttarla». Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino lo definisce «uno schiaffone al governo, la Corte dei conti conferma che ciò che dicevamo era giusto, con quella circolare il governo contraddiceva se stesso e la Finanziaria».

Secca la replica di An: «Nessuno schiaffo a Tremonti - afferma il capogruppo Carlo Fidanza -: la Corte ribadisce la correttezza dell’impianto della Finanziaria e accoglie le richieste del Comune. A questo punto potremo spendere i soldi incassati per realizzare importanti opere». Sulla stessa linea il capogruppo di Fi Giulio Gallera e il presidente azzurro della Commissione Bilancio, Giacomo Beretta: «Il bilancio è stato redatto non sulla base delle circolari ma della manovra, che dice che si possono dismettere gli immobili e usare i proventi per le infrastrutture. Sancisce il principio che chi amministra bene può mettere a frutto le risorse e gli avanzi di amministrazione a vantaggio dei propri cittadini».

La novità potrebbe sbloccare quindi la metro 4. «La delibera mi sembra un aspetto di grande rilevanza per tutte le città e in particolare Milano, che è virtuosa, ha fatto e farà dismissioni e vuole investire per infrastrutture che resteranno la città, come le metropolitane», ammette l’assessore alla Mobilità Edoardo Croci. Verso la soluzione anche il risiko Expo. Ieri il vicepresidente della Camera di Fi Maurizio Lupi ha ammesso che per la nomina dell’ex ministro Lucio Stanca nel cda della società di gestione al posto di Paolo Glisenti e la ridefinizione delle cariche «è questione di ore», mentre il posto di Diana Bracco alla presidenza «non è mai stato in discussione».

Il sindaco Letizia Moratti invece ha incontrato ieri il premio Nobel per la Pace 2006 e fondatore della Grameen Bank, Muhammad Yunus, ideatore del microcredito. Expo userà questo strumento per finanziare progetti e interventi per rilanciare la piccola impresa nelle aree più povere del pianeta.