Cisl: «Ok alla fusione Atm-Trenord Troppe le 120 aziende lombarde»

Sul progetto di fusione Atm-Trenord la Cisl rivolge un appello al Governatore Maroni e al sindaco Pisapia. Per bocca di Giovanni Abimelech, segretario generale Fit della Lombardia, in vista dell'incontro che deciderà il futuro del progetto di fusione Atm-Trenord incita: «Bisogna lavorare pazientemente al progetto di collaborazione Atm-Trenord. Magari ragionando sui due tempi. Prima il coordinamento dei servizi, poi la fusione. Non c'è alternativa, perché così non si può andare avanti». Spiega che la città metropolitana di Milano, per la gestione del trasporto pubblico, «ha la bellezza di una decina di operatori diversi, oltre ad Atm e Trenord, ci sono molte altre piccole aziende e ognuna gestisce il proprio servizio. Nessun coordinamento niente economie di scala. La Lombardia ha centoventi aziende sul territorio. E così i passeggeri diventano l'ultimo dei problemi. Mezzi vecchi, servizio che balbetta con le rotture di carico, gli orari e i disservizi provocati da un numero di operatori eccessivo». La Regione, secondo la Cisl, deve modificare la legge per creare al massimo 4, 5 bacini per il trasporto pubblico locale lombardo «perché si risparmierebbero una valanga di soldi». «L'ipotesi di una vasta collaborazione, che arrivi poi ad un unico soggetto, tra Atm e Trenord, è positiva ma non può essere solo un'operazione finanziaria. Né uno stratagemma per alleggerire dei costi vivi le amministrazioni locali. Occorre creare un gruppo forte, in grado di competere in Italia e nel resto dell'Europa. Il management c'è e per vincere le gare occorrono capacità ed esperienza che le due aziende possono vantare». In questo senso, «la figura del direttore generale non può essere di nomina politica. Non si può tenere in ostaggio un'azienda strategica per il territorio sulla base delle oscillazioni politiche. Il dg è un tecnico che fa gli interessi dell'azienda e dei cittadini, non può essere il portatore d'acqua di questa o quella maggioranza». Secondo Abimelech «i passeggeri ne guadagneranno in efficienza e potranno avere un servizio più puntuale con mezzi migliori», mentre per i lavoratori ci saranno «nuove opportunità d'impiego».