La città che corre si ferma di scatto

C'è una città che corre ma non per sport. Corre per andare in ufficio, per prendere il taxi, per non arrivare in ritardo a un appuntamento, per non perdersi il rito dell'happy hour, per andare allo stadio, in Borsa, a fare shopping in Montenapo o alla Scala. Va così. E' sempre andata così. Tanto che sulla corsa, intesa come fretta, è nato il mito del milanese efficiente, frenetico e anche un po' esaurito. E chi può raccontarlo al meglio se non un reporter che con la corsa ha un rapporto assolutamente privilegiato? Michele Tusino, 49 anni d'origine pugliese ma nato e cresciuto professionalmente a Milano, ha iniziato la sua carriera oltre 25 anni fa raccontando con la sua fotocamera le più importanti maratone internazionali ed è da sempre uno dei fotografi ufficiali del mensile Correre, che per gli appassionati del running è un po' come una Bibbia da leggere, consultare e conservare ogni mese. Tusino, in collaborazione con la Sartoria Fotografica, nei giorni scorsi ha inaugurato la sua prima mostra fotografica «Scusate ma Vado di corsa», nello spazio Innvillà di via Pegaso 11. Una serie di scatti tutti rigorosamente ambientati a Milano che hanno come protagonisti la corsa, la città e i milanesi che vanno di fretta. «L'idea come spesso accade è nata per caso- racconta - Mi è venuta passeggiando per strada e osservando le persone. Mi piace anche senza macchina fotografica fermarmi ad osservare la città. E a Milano una delle prime cose che salta all'occhio è appunto il modo che i milanesi hanno di muoversi. Sono veloci, hanno il passo svelto, raramente vedi persone, soprattutto nelle vie del centro, che se la prendono con comodo. E' come se corressero sempre...». E così nella mente di un fotografo ci vuol un nulla a far scattare quel «clic» che diventa un progetto. «L'idea è stata quella di ricreare tutte quelle situazioni quotidiane in una serie di scatti d'autore- spiega Tusino- Con lo staff di Sartoria Fotografica abbiamo cercato di rappresentare la fretta e la corsa dei milanesi nei luoghi più significativi della città: da piazza Scala, alla Borsa, allo stadio a via Montenapoleone. Una serie di immagini costruite con un'agenzia di modelli che abbiamo scelto non troppo glamour ma il più possibile vicini alla normalità della gente che ogni giorno si muove nelle vie della città». E così è nata «Scusa ma vado di corsa...» che come recita il sottotitolo è una raccolta di fotografie dedicate a chi utilizza la corsa per gli spostamenti quotidiani macinando chilometri ogni giorno. Dopo il debutto nello spazio di via Pegaso la mostra si sposterà e diventerà itinerante: «Il progetto è questo- spiega il reporter- Anche se a dire il vero ancora non abbiamo pensato ad un vero e proprio tour». Non c'e fretta insomma. Quando tutti vanno di corsa le fotografie servono a fermare le immagini. E magari anche un po' il tempo: «Certo -confessa Tusino- Anche perchè sinceramente io tutta questa corsa e questa fretta davvero non la capisco...»