In città crollano le iscrizioni Il liceo non è più un Classico

Classico? No grazie. Il liceo perde pezzi. Era già successo a settembre scorso, ma per il prossimo anno scolastico 2013-2014 il calo degli iscritti è maggiore. Tanto da sorprendere anche il provveditorato. In città si tratta del 7 per cento in meno. Da 1403 iscritti nei Classici milanesi si scenderà a 1304. Saldo negativo di 99 iscrizioni. Perdono tutti, tranne il Carducci che guadagna 19 iscritti, tanto da avere già programmato una classe in più. Il Manzoni ne perde più di tutti (40 allievi), 18 in meno al Tito Livio, 13 al Beccaria, 6 al Berchet, 10 iscritti in meno anche al Parini, 8 al Setti Carraro e 1 al Virgilio. Liceo per pochi, s'è sempre detto. Anzi «poche» perché in prevalenza sono ragazze, che diventano sempre meno mentre lo scientifico conferma gli iscritti. Già lo scorso anno in Lombardia la differenza era notevole: 3.300 a 17.500 studenti, col Classico fanalino di coda dietro Linguistico, Scienze umane e Artistico. «È percepita come una scuola pesante, impegnativa e difficile e in parallelo c'è anche un calo di interesse verso le materie umanistiche», spiega il provveditore milanese Giuseppe Petralia. Che aggiunge: «I ragazzi vogliono ottenere il massimo col minimo sforzo». E temono che investire tanto tempo nello studio di due lingue percepite come lontane dalla loro prospettiva oggi non abbia più molto senso. Eppure... La domanda torna sempre lì: perché iscriversi oggi al Classico dove, come è stato rilevato da vari presidi, i voti finali sono anche penalizzanti? Forse deve essere ripensato qualcosa? Cosa può fare breccia nei ragazzi 2.0 per comprendere che studiare greco oggi non è tempo perso?