La città delle occupazioni è benedetta dal Pd: «Sgomberi? Senza fretta»

Nell'era di Pisapia gli abusivi non occupano, restituiscono le case abbandonate alla città. Liberano gli stabili. Tutta questione di prospettive. È così anche per le palazzine liberty di via Apollodoro, da due mesi e mezzo abitate illecitamente e ignorate da vigili e questura. Ora sull'occupazione arriva una specie di benedizione da parte del centrosinistra.
Qualche settimana fa i rappresentanti del consiglio di zona (il verde Mariolino De Luca e Giorgio Zerbinati del Pd) avevano partecipato alle assemblee degli abusivi. Ed ora anche il presidente Renato Sacrisanti sposa la linea della tolleranza più assoluta nei confronti del collettivo Lambretta. «L'occupazione in sé non può essere accettata - ammette - ma è predominante per noi l'attenzione alla denuncia dei bisogni delle giovani generazioni». Il concetto viene sintetizzato meglio (e cioè senza le attenuanti istituzionali) in un commento su facebook a firma di Mirko Mazzali (Sel), presidente della commissione Sicurezza: «Meglio che uno spazio sia luogo di spaccio o che sia aperto ai quartieri?» provoca legittimando l'occupazione. Come a dire che invadere uno spazio senza averne diritto è segnale di «apertura» e non di illegalità.
Mazzali, assieme ai compagni di partito Ines Quartieri e Luca Gibillini, e con l'appoggio di otto consiglieri del Pd e di Anita Sonego della Sinistra per Pisapia, firma una lettera di sostegno al presidente di zona 3. E indirettamente al collettivo Lambretta.
Non lo si può scrivere in maniera esplicita, ma nei fatti si chiudono non uno ma due occhi sull'occupazione. E si allontana qualsiasi spauracchio di sgombero. «Riteniamo utile e positivo - scrivono i consiglieri di centrosinistra nella loro lettera di solidarietà - l'atteggiamento di ascolto, dialogo e ricerca di soluzioni condivise che caratterizza il lavoro del consiglio di zona e auspichiamo che quest'opera complessa ed importante sia tutelata con cura, attenzione e intelligenza da parte di tutti gli organi preposti». Si fa una sorta di appello perché non si scada «frettolosamente e in modo miope in apparenti soluzioni incentrate solamente sugli aspetti formali e non sostanziali della vicenda». Il che significa: ragazzi, continuate pure la vostra occupazione.
Tempo fa il sindaco Pisapia aveva preso le distanze dalle teorie dell'avvocato Ugo Mattei (legale dei no Tav e di Macao) secondo il quale se un gruppo lavora per il bene collettivo e migliora uno spazio in disuso, allora quello spazio diventa suo di diritto. Sì, le aveva bocciate a parole. Ma nei fatti non ha fatto nulla per evitare che quello diventasse un alibi per occupare.