Città in lutto per De Albertis I funerali in Sant'Ambrogio

Oggi la camera ardente. Da Maroni a Franceschini, tantissimi i ricordi. Scola: «Passione per la vita buona»

Sabrina Cottone

Le sue ultime volontà da imprenditore Claudio De Albertis le aveva lette nel settembre scorso all'assemblea di Assimpredil, l'associazione dei costruttori edili in cui era impegnato dal 1981. «Dobbiamo tutti assumerci una responsabilità», «deve esserci una rivolta, innanzitutto etica per la legalità». Il presidente dell'Ance e della Triennale aveva poi aggiunto: «La politica è ormai in mano alle lobby» e anche gli imprenditori devono «fare dei passi avanti enormi perché altrimenti con che faccia andiamo dai sindaci a presentare i nostri progetti?». Parole, in linea con l'allarme contro le infiltrazioni mafiose negli appalti lanciato già nel 2010, che molti avevano letto come una specie di testamento. Forse non lui, che fino all'ultimo ha continuato a lavorare, a fare progetti e a ripetere: «Oggi mi sento un po' meglio».

Chi vuole salutare per l'ultima volta quest'uomo che è stato protagonista di un tratto di storia di Milano può farlo da questa mattina alle 10,30 al Salone d'onore della Triennale di viale Alemagna, l'istituzione di cui era diventato presidente e a cui aveva dato una centralità nuova. I funerali saranno celebrati domani alle 11 nella basilica di sant'Ambrogio. La sua morte, avvenuta venerdì scorso a 66 anni dopo aver lottato a lungo contro il cancro, ha commosso molti. Lo saluta l'arcivescovo Angelo Scola con i vescovi lombardi: «Insieme alla passione per il lavoro, la cultura e la dedizione per la costruzione della vita buona dentro le nostra città», la gratitudine si estende a gesti concreti, come «la collaborazione per la realizzazione del Padiglione della Chiesa ad Expo, il sostegno al Museo Diocesano e l'impegno per il sostentamento del Clero».

Anche se il centrodestra aveva pensato a lui come candidato a Palazzo Marino, era un uomo che univa. Il sindaco Giuseppe Sala gli riconosce di aver «sempre partecipato al dibattito sulla città». Il presidente della Regione, Roberto Maroni, piange «un amico e un uomo speciale», di «grande umanità». Parole non di circostanza anche da Stefano Parisi: «Altissimo profilo morale». E l'azzurro Stefano Maullu: «Ha dato un contributo importantissimo alla città».

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, gli rende merito perché con lui «la Triennale ha rafforzato il proprio protagonismo». Matteo Forte, capogruppo di Italia popolare in Comune, ne celebra «la vera stoffa di grande uomo specie nei mesi della malattia: non si è mai risparmiato in nulla e non facendo finta di non avere difficoltà, ma mostrando pur nelle difficoltà un gusto per il suo lavoro».

«Ciao Claudio» recita sopra una sua foto l'home page del sito di Assimpredil, che l'ha visto a lungo presidente. Lo ricordano l'Ance, l'ordine degli Ingegneri, Nomisma. Più a sorpresa l'affettuoso saluto della Cgil edili: «Ne abbiamo sempre apprezzato determinazione e coraggio», era «un riferimento prezioso».