Città della salute, sorteggiata la commissione

Notaio, urne trasparenti e palline rosse con i nomi dei candidati. Terrorizzata dai magistrati e soprattutto dai tecnici troppo spesso più attratti dalle mazzette che dalla qualità dei progetti, la politica ha messo ieri in scena la sua rinuncia alla scelta degli uomini migliori per costruire la Città della salute e della ricerca. Una delle imprese più ambiziose oggi in terra lombarda e la cui gara era già finita in procura nell'inchiesta Expo. E così, con centrodestra e centrosinistra per una volta concordi, è andata in scena al municipio di Sesto san Giovanni la lotteria per decidere la commissione che dovrà giudicare una gara che, come ha spiegato il presidente di Infrastrutture Lombarde Paolo Besozzi vale 450 milioni di euro, 330 dei quali a carico della Regione.

A finire nelle teche di plexiglass i nomi selezionati dagli Ordini degli ingegneri, degli architetti e dalle università lombarde, anche loro in difficoltà nel garantire l'onestà dei loro iscritti. A estrarli il governatore leghista Roberto Maroni (a cui il presidente della Pro Sesto Salvo Zangari ha consegnato la maglia numero 10 da regista) e il sindaco pd di Sesto san Giovanni Monica Chittò. Lasciato fuori dalla riffa solo il presidente della commissione di gara, il manager della stazione appaltante di Infrastrutture lombarde Guido Bonomelli. Con lui i membri effettivi Silvano Gatti, Federico Zucchetti, Alessandro Greco e Alessandro Frigeni. Membri supplenti: Francesco Pezzagno, Daniele Segatto, Stefano Capolongo e Giancarlo Cerveglieri. Soddisfatto Maroni che parla di «un'innovazione che garantirà una procedura fatta con la massima, totale trasparenza e con professionalità». D'accordo Chittò: «Per Sesto San Giovanni è un momento molto emozionante, è la ripresa di un percorso che temevamo si interrompesse».

La commissione di gara dovrebbe valutare le proposte in circa sei mesi, per consentire poi le bonifiche e l'avvio dei lavori entro l'inizio del 2016 per realizzare una struttura sanitaria ma anche di ricerca nelle ex aree Falk. Un progetto che prevede la riunificazione in una sola sede dell'Istituto Nazionale dei Tumori con l'Istituto Neurologico Besta. Un'area complessiva di oltre 122mila metri quadrati per una struttura sanitaria di altissimo livello con 700 posti letto, di cui 50 di albergo sanitario.

Commenti

spon

Sab, 11/10/2014 - 16:04

sto cercando un termine più "correct" ma mi viene spontaneo = non vi pare una vera e propria "cretinata" chiamare quei soldi pubbici buttati al vento una "città della salute"???? Si tratta dell' Istituto Tumori e il Besta che sono nati e stavano benissimo a città studi e quando sono spostati a Sesto diventano "città della salute". Con maggior onere di chi ci va, trasporti pubblici tutti da definire, ecc. La "città" la si spiega solo in termini di foraggio verso Renzo Piano (adesso che è senatore poi!!!) verso le Coppo rosse e quant'altri hanno qualche (piccolo) interessa...