Civica, un serata per ricordare il tenore Manno "Artista completo"

«Dirò che Vincenzo Manno è presente tra di noi, dirò che ha chiesto una sorta di permesso per venirci ad aiutare a fare musica in suo nome e poi farò riferimento alla sua voce schietta, dal colore chiaro e squillante». Tradisce emozione al telefono il baritono Roberto Coviello, ex collega del tenore scomparso a metà maggio all'eta di 69 anni. Si è preparato qualche riga da leggere, non sarà facile farlo prima della musica davanti al pubblico. Un breve discorso per ricordare quel maestro amico che «manca, mancherà a tutti»; lui, che insegnava alla Civica scuola di Musica «Claudio Abbado» e che aveva calcato le scene di mezzo mondo, Teatro alla Scala in testa. Per questo, per tutto quello che è stato nel bel canto e non solo, stasera dalle ore 21 a Villa Simonetta si terrà un concerto per ricordarlo, nell'ambito della rassegna estiva «Notti Trasfigurate» (in programma diversi autori anche di brani vocali, da Tchaikovsky a Mozart, passando per Verdi e Delibes); al pianoforte per le voci Loris Peverada. «Sì, c'era una scuola Manno - continua il cantante - Facevo lezioni nell'aula accanto alla sua. Ci confrontavamo nelle tecniche, nei repertori. E la sua presenza nelle commissioni era garbata, molto partecipe». Gli allievi? Dalla sua classe «sono usciti ottimi professionisti che stanno facendo carriera, come per esempio il baritono Giorgio Valerio, che è tutt'ora nel coro del Piermarini». Sarà proprio Coviello ad aprire la serata e lo farà con l'«Ave Maria» di Rossini. Una scelta particolare, «un brano scritto con due sole note - spiega - e come tale lo dedico proprio a lui che non era mai banale nelle sue scelte. In più, mi sono orientato su questo brano per fare cultura, per fare conoscere di più questo pezzo al pubblico». Una voce arrivata da lontano.

Vincenzo Antonio Manno, nato a Cleveland nell'Ohio (Usa) si era trasferito in Italia per seguire dei corsi di perfezionamento al Teatro d'Opera di Roma. Basta leggere il profilo, di strada ne ha fatta parecchia. Per dirne una: in occasione del 40° anniversario della sua carriera ha ricevuto la prestigiosa onorificenza «Tribute» del Congresso degli Stati Uniti d'America. Ha collaborato a lungo con l'Accademia di perfezionamento per cantanti lirici della Scala. «Lo incontrai verso la fine degli anni Ottanta - conclude Roberto Coviello -. La prima volta fu a Lugano per la Testa di bronzo del compositore Soliva. I suoi interessi? Erano vari, anche nella musica antica e moderna. Insomma Vincenzo era un artista completo».