Cocaina, a Milano 13mila dosi al giorno

Cresce l'utilizzo di cocaina a Milano: ogni giorno 13mila persone sniffano. Un dato in crescita rispetto al 2011, quando le analisi parlavano di 11mila dosi giornaliere.
A decretare il triste record milanese rispetto ad altre 17 grosse città, sono le acque delle fognature messe sotto la lente dei ricercatori dell'istituto Mario Negri. Gli scarichi parlano anche di un lieve calo dell'uso di cannabis ma denunciano che non cenna a diminuire il consumo di ecstasy, né quello di ketamina. In base ai sondaggi fatti dal dipartimento Politiche antidroga del Consiglio dei ministri, presentato anche in Parlamento, in Lombardia il 32% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha provato, almeno una volta, qualsiasi sostanza stupefacente, contro una media nazionale del 26%.
Ad inquietare è la facilità con cui vengono acquistate le droghe. Oltre al classico spacciatore del quartiere, ora c'è Internet e basta fare una veloce ricerca su web per ordinare cannabis e cocktail chimici. Si paga con carta di credito ed arriva tutto a casa imbustato con corriere espresso. «Questo è il nuovo fenomeno che ci dice fare sempre più prevenzione tra i minorenni - mette in guardia il capo del dipartimento Giovanni Serpelloni - Gli adolescenti purtroppo possono acquistare droga stando davanti al computer nella loro stanza. Abbiamo individuato 460 siti che vendono stupefacenti on line ed il 93% di questi è già stato chiuso». Tuttavia ne aprono altri e la battaglia delle forze dell'ordine, polizia postale in testa, per fermarne il dilagare è continua.
Spaventa anche la «maschera» con cui certe droghe vengono vendute: profumi, deodoranti per ambienti, fertilizzanti, integratori alimentari. Nel 2011 un laboratorio di Milano ha analizzato un pacco sospetto arrivato a Malpensa denominato «Charge+» ed etichettato come fertilizzante per piante fiorite. In realtà era droga. Idem nel 2012 per alcuni «prodotti di origine naturale» (con principi attivi della Ayahuasca, una bevanda allucinogena utilizzata in Amazzonia) e per una partita di «materiale vegetale», che in realtà conteneva ktarom, una pianta con effetti intossicanti proveniente dall'oriente.
L'uso di droghe inizia ad un'età sempre più giovane, tanto da far ritenere opportuna una campagna informativa e di prevenzione già alle scuole elementari. Sì, perché solo qualche anno dopo, tra i 15 e i 19 anni, i giovani sono considerati fascia d'età «fragilissima» e a grande rischio. «Negli ultimi 2-3 anni - rileva il direttore dell'istituto Negri, Silvio Garattini - sono state prodotte più o meno 300 nuove sostanze derivate da quelle esistenti, prodotti per lo più psicoattivi di cui si sa ancora poco».
Resta poi l'allarme dei farmaci, quelli comunemente usati in casa, e pericolosi se mischiati in un unico pastone. Non mancano i casi di intossicazione per abuso di Red Bull o di qualche energizzante mista ad altre sostanze eccitanti.