Cocktail, tra bolle di fumo e polibibite futuriste

Tra i motivi per cui Milano è famosa c'è anche il Nottingham forest , entrato nella classifica dei cinquanta migliori locali al mondo. Ogni sera è lunga la coda sia per i vip che per i normal people per assaggiare le preparazioni di Dario Comini, uno dei barman più famosi che, a differenza della maggior parte dei suoi colleghi, è sempre presente ad accogliere gli ospiti. Qui non ci sono privilegiati e favoritismi, si aspetta pazienti tutti (volti noti e meno noti) senza pretendere i consueti privilegi perché Comini non ne consente alcuno. Le invenzioni e le innovazioni sono infinite. «Sferificare il fumo... È da un po' che ci provavo - racconta lo stesso Comini - Dopo i liquidi, le puree e le spume, riuscire a racchiudere una boccata di fumo aromatico era il mio obiettivo. Ho visto un filmato di un collega cinese che utilizzava il fumo dentro bolle di sapone e sono partito per Hong Kong dove grazie all'amico Antonio Lai sono entrato in possesso del know how per fare le bolle con l'affumicatore. Immediatamente mi sono messo subito all'opera per realizzarle: ho contattato prima un esperto di bolle di sapone del circo, poi un chimico molecolare e ho trovato la soluzione che oggi condivido con i miei clienti, lo Smoked Julebbe».

Al Grand Hotel Principe di Savoia il Candy crush, cocktail a base di vodka, marmellata d'arancia, Grand Marnier, succo di lime, cristalli di zucchero e jelly beans, una piccola concessione alla golosità o Champaska tra i più amati in Russia con champagne, succo di lime fresco e vodka. Sake asian fusion è l'oriente che incontra l'occidente, sake giapponese, vodka aromatizzata al mandarino cinese e lychee fresco.

Ma cosa sia un barman e un cocktail di tendenza lo racconta Claudio Burdi in «100 Cocktail Light e Contemporanei» edito da Gribaudo. E se Milano fa sempre tendenza, anche nei drink capita spesso di venire influenzati da ciò che accade oltreoceano e oltremanica. «Come per il rinnovato interesse per gli alcolici vintage, come vermouth o altri antichi liquori italiani che se nei banconi dei migliori cocktail bar di mezzo mondo sono presenti in bella vista, ora trovano rinnovata attenzione anche da noi». Una tendenza che va verso il poco calorico. Soprattutto d'estate. «Molto apprezzati soprattutto nella stagione calda e da chi è attento alla salute. Bere meno alcol è un bene e i cocktail light se fatti a regola d'arte non tolgono il piacere di assaporare un ottimo drink. Diversi amici barman mi hanno regalato le loro ricette per dissetanti drink leggeri come Sunrise Return, dolce “pestato” a base di Passoa, menta, zucchero di canna, lime e acqua frizzante». Oppure Cocktail Martini e Cosmopolitan per fashion - Gay Friendly, Moscow Mule e vodka Tonic o vodka Redbull - varie tipologie di Spritz per i radical chic».

In zona Porta Venezia/Repubblica ci sono il Frank o il nuovo Roialto , o l' Indaco con Ferrucio Filiè e il suo imperdibile Chianti Speziato. Il Blanco dove Fabio Tarroni propone le polibibite futuriste di Marinetti e alcune sue inebrianti miscele. In zona Sempione il Jazz Cafè domina la movida e i bravi barman Riccardo Poli e Christian Armigeri offrono il J Jazz, un pestato con zucchero, lime e arancio con St. Germain, ginger ale e passion fruit. In zona Navigli/Bocconi il Mag Cafè , il Rita's il Ral8022 , lo Zinc e il Pravda con i loro pluripremiati e blasonati mixologist. Infine il Davai in zona Largo La Foppa con i suoi ineccepibili cocktail a base di vodka Russian Standard. Segnalazione a parte per Terylin , vera maga del cocktail che nel suo antro, l' Opera 33 di via Farini, delizia gli avventori con incredibili mix alcolici a base di spezie di ogni tipo.