Col passaggio del testimone parte il risiko della giunta

A Sala la fascia del sindaco: «Non facciamo i 2 Papi» Sfida per la poltrona da vice: su Tajani, giù De Cesaris

Chiara Campo

Alle ore 16.30 l'ufficio elettorale presso il tribunale ha proclamato sindaco di Milano «il signor Giuseppe Sala detto Beppe» Un'ora dopo, nella Sala dell'Orologio di Palazzo Marino, il passaggio di consegne delle chiavi della cassa e della fascia tricolore da parte di Giuliano Pisapia e poi la festa con gli elettori (finalmente) in Darsena: buona la terza, dopo due tentativi in campagna. Primo giorno ufficialmente da sindaco ieri per Beppe Sala. Tra l'ormai ex sindaco e mister Expo (che pure se le sono «suonate» durante le primarie Pd, Pisapia sosteneva la sua vice) ieri è stato uno scambio di cortesie. Stretta di mano. «Sono molto onorato e orgoglioso di passare il testimone a Sala, lo ringrazio per l'impegno di questi mesi e soprattutto dei prossimi anni, ho datola mia vita alla città e sono sereno perchè so di passare l'incarico a chi renderà la città ancora più internazionale e inclusiva, attenta ai diritti civili» le parole di Pisapia. Il manager tira fuori la vena pragmatica, «sono molto emozionato ma è meglio che passi in fretta perchè c'è molto da fare». Ho già preso posizione nella scrivania, ho l'ossessione dei tempi, bisogna essere rapidi nel definire gli obiettivi e mi impegno ad essere molto trasparente nel definire e comunicare prima quello che vogliamo fare e farci misurare». Ribadisce le prioritò, «rendere Milano ancora più internazionale e prestare attenzione a chi ha avuto meno». A Pisapia augura «buon riposo, poi tu sei padrone del tuo destino, la tua figura ha segnato in maniera significativa la storia di Milano». Volemose bene. Ma più tardi in Darsena precisa: «Gli ho detto che non dobbiamo fare come i due papi:adesso ce n'è uno e io sono un pò abituato a decidere».

E «per non perdere tempo», Sala ha anticipato lunedì che annuncerà gli assessori entro 7 giorni. Ieri i partiti della coalizione si sono riuniti per la prima volta post voto, un incontro più che altro organizzativo, Costituiti due tavoli, uno per le Municipalità e uno per la giunta, che saranno coordinati dal sindaco, ma i posti in giunta pare che ogni lista andrà a «trattare» direttamente con Sala: Pd, SinistraxMilano e civici proporranno una rosa di nomi e poi l'ultima parola spetterà a lui. Nel toto-nomi la casella più attesa è ovviamente quella della vice (una donna): sembra che il Pd non abbia mai espresso la volontà che sia assegnata per forza al partito più votato, e questo potrebbe far salire le quotazioni di Cristina Tajani, l'ex assessore al Lavoro che è stata anche la più votata della lista civica e piace molto a Sala. Più facile un assessorato che il posto da numero due per la Pd Anna Scavuzzo. Sembra tirarsi fuori Ada Lucia De Cesaris, dovrebbe dare il suo supporto dall'esterno. Si parla anche di spazi per giovanissini, chissà che non tocchi ad Alessandro Capelli, già delegato del sindaco. Batte cassa invece Matco Cappato: i Radicali hanno firmato l'apparentamento al ballottaggio ma devono fare ricorso per un seggio perchè per ora il tribunale interpretando fedelmente il regolamento. Ma Cappato chiede (anche) un posto in giunta.