«Col sì l'Ue ci trasformerà in una colonia di immigrati»

«Se a Milano vince il premier sono masochisti»

Matteo Salvini tiene i suoi fan col fiato sospeso fino a sera: dove sarà per l'ultimo collegamento su facebook e Twitter? È alla Stazione Centrale, «cuore di Milano nel bene e nel male», perché è convinto che una delle ragioni per cui sia indispensabile votare «No» sia trovare un nuovo modo di gestire i flussi e un rapporto diverso con l'Europa. Un «No» a Renzi e all'Ue: «Il no conferma che sull'immigrazione decide solo lo Stato e ne abbiamo visto i disastri. Ma soprattutto l'Unione europea per la prima volta, con l'articolo 117 della Riforma, entra in Costituzione, dove si parlava in modo molto più vago di ordinamento comunitario».

Oggi la Carta recita: «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali». Se passa il sì alla Riforma, leggeremo «...i vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e dagli obblighi internazionali». Salvini è convinto che sia un male: «Chi vota sì e chi non vota svende gli ultimi pezzetti di libertà e sovranità italiani a Bruxelles. Avremo una Costituzione che ci lascia schiavi. Da Prodi alla Fornero, dalla Merkel a Hollande a Junker, gli euroburocrati tifano sì perché l'Italia non conterebbe più nulla, diventerebbe una colonia di soggiorno per immigrati».

Se a Milano è avanti il sì - dice ancora nel colloquio - «vuol dire che sono masochisti, perché accettano la clausola di supremazia in base alla quale su tutto decide lo Stato. Io ho fatto all'ospedale Buzzi la conferenza di chiusura perché è uno dei gioielli della sanità lombarda. Non vorrei che con questa riforma si tornasse indietro».

Infine l'allarme sui voti all'estero: «È strano. Non hanno mai votato così tante persone all'estero, la regolarità è garantita da ambasciate e consolati che dipendono dal governo e Renzi dice che ci saranno una valanga di sì. Ma conto che eventuali sì truccati siano superati da una valanga di no».

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