Colpo della banda del buco In fuga con mille telefonini

Millecinquanta telefoni cellulari. Seicento nuovissimi, tutti di marca Samsung; altri 450 apparecchi di varie marche in riparazione, per un bottino totale di circa 300mila euro. Sono quelli spariti dalla «Livolsi group» di viale Certosa 223 per opera di una velocissima banda del buco. Che si era già volatilizzata con tutto quel materiale quando la società di vigilanza Ivri, allertata dall'allarme scattato alle 3.23, è giunta sul posto. Seguita alle 4 dall'arrivo della polizia.
«In realtà si tratta solo di una stima, stiamo ancora facendo l'inventario. Certo ci hanno fatto un danno importante. Per questo mi auguro che li prendano» sospira sconsolato Faustino Livolsi, 50 anni, l'ex perito industriale ora amministratore delegato e socio fondatore di quello che, dall'ormai lontano 1987 - quando l'aveva fondato in via Marocchetti, a Rogoredo come semplice laboratorio per l'assistenza su prodotti audio video e installazioni antenne - è diventato un vero colosso con 61 dipendenti che opera nel settore post vendita per importanti marchi di elettronica di consumo, tra i principali Sony, Samsung, Nokia, Sony Ericsson, Casio, Fujifilm, Oregon Scientific e per alcuni di loro è addirittura centro nazionale per l'intera gamma di prodotti. «Eh sì - ammette lui con la modestia di chi ha cominciato dal basso - col tempo ci siamo allargati un pochino..».
I ladri, per introdursi nell'azienda, l'altra notte sono entrati dal muro del giardino interno di uno stabile che confina appunto con il muro perimetrale della ditta. È lì che i malviventi hanno fatto un grosso buco ovale (alto poco meno di due metri) per passare da quello stabile nel negozio della Livolsi.
«Un colpo così non possono averlo preparato e realizzato in una sola notte - commenta ancora Livolsi - ce ne saremmo accorti! Ci sono delle intercapedini, avranno dovuto lavorarci un po' per sfondarle, almeno due giorni. Quindi hanno messo a segno il furto. Mi chiedo solo come i residenti dello stabile accanto, guardando nel loro giardino su cui si affacciano appunto le finestre degli appartamenti, non si siano accorti di quel che stava succedendo. Se questa banda aveva un basista, dei complici che vivono qui accanto, io non posso saperlo con certezza. Tuttavia quello che è successo mi sembra almeno piuttosto singolare: le pare possibile che nessuno abbia visto e sentito questi balordi praticare un buco di quasi due metri?».
«All'interno della ditta abbiamo una decina di telecamere i cui filmati sono al vaglio della polizia - conclude il titolare della Livolsi group -. Si vedono 4-5 persone non mascherate che arrivano su un'auto, entrano dal buco che immette in una zona di transito della ditta, vicino alla reception. Da lì, in 5-10 minuti, i ladri hanno portato via tutto. Sicuramente non si tratta di dilettanti, si saranno già sbarazzati di tutto per agire a quel modo, senza maschere».