Colpo grosso in gioielleria Brera. Presa la mente dei "Pink Panthers"

Quasi sicuramente (ma gli inquirenti sostengono di non avere ancora gli elementi per incastrarli) è la stessa banda a cui appartengono i tre «ciclisti» che il 30 giugno - in pieno giorno (erano le 13.40) e a volto scoperto - entrarono nella boutique di alta orologeria Audemars Piguet, in via Montenapoleone e in appena trenta secondi razziarono 17 orologi per un valore totale di circa un milione e 350mila euro.
Spieghiamo. Ieri gli investigatori della squadra mobile guidati dal dirigente Lorenzo Bucossi e dal pm David Monti hanno arrestato il serbo Danilo Vucinic, 36enne originario di Belgrado, ritenuto uno dei componenti di spicco del gruppo Pink Panthers, formato da ex militari dell'Est Europa, famoso nel mondo per i modi spregiudicati e spettacolari di agire. Vucinic è uno dei due autori della rapina commessa il 20 dicembre 2017 in via Pontaccio nella gioielleria «Paradise Luxury». Anche allora si trattò di uno Smash&Grab (ovvero della tecnica «distruggi e prendi», vero e proprio marchio di fabbrica della banda) - e il bottino di orologi pregiati si aggirava sui 200mila euro.
La polizia ha spiegato che prima di mettere a segno il colpo i due Panthers hanno bevuto in un bar vicino una grappa per brindare al colpo e che, durante la rapina, per sfondare una vetrina interna, Vucinic si è ferito alla mano, lasciando due gocce di sangue. Se è stata la visione di circa mille ore di immagini dei sistemi di videosorveglianza - di negozi, puntate su strade e in metropolitana - a permettere di ricostruire la rapina e i due giorni precedenti quando il gruppo ha effettuato diversi sopralluoghi, la traccia di sangue analizzata dalla Polizia scientifica e da cui è stato estratto il Dna ha segnato la vera svolta nell'inchiesta.
Dal Dna infatti la squadra mobile di Milano - in stretta collaborazione con l'Interpol e la Federal Criminal Police Svizzera, oltre che con il Gabinetto regionale di Polizia scientifica - ha potuto identificare Vucinic che nel frattempo si era rifugiato a Basilea, forse per la pianificazione di un altro colpo. Fermato dalla polizia elvetica con un falso documento croato, è stato estradato in Italia.
Continuano intanto le indagini proprio per arrestare altri Pink Panthers e inchiodarli, come abbiamo detto, alle loro responsabilità in altre rapine messe a segno a Milano. Non va dimenticato infatti che, tra l'altro, furono sempre loro, ma nel 2016, ad «alleggerire» la gioielleria Carlo Eleuteri di via Sant'Andrea.
Attiva dall'inizio degli anni 2000 e formata da ex militari montenegrini, bosniaci, croati e serbi, secondo l'Interpol quella dei Pink è «la banda criminale più potente e meglio organizzata al mondo». I suoi membri parlano diverse lingue, hanno a disposizione passaporti di tutti i Paesi e usano attrezzature militari e travestimenti di vario genere. Inoltre il tempo medio di un loro colpo si aggira sui 60 secondi. Insomma, praticamente inafferrabili.