Coltelli in viale Monza Linea dura del questore "Gli irregolari a casa"

Africano armato terrorizza i passanti: preso Cardona: "Blitz nei mercati e nei campi rom"

Sono passati solo quattro anni dalla strage di Niguarda. Era l'11 maggio del 2013 quando il ghanese Adam Kabobo uccise a picconate tre passanti. La mente è andata ovviamente a quella giornata di sangue ieri mattina, quando si è saputo della tragedia sfiorata in viale Monza. Anche questa volta un africano, armato di due coltelli, si aggirava per il quartiere minacciando i presenti. In dieci minuti di panico per chi ha assistito alla scena, la polizia è riuscito a fermarlo. Prima ha provato a bloccarlo con lo spray al peperoncino e, quando l'uomo si è scagliato contro un agente, ha sparato quattro colpi, uno lo ha ferito alle gambe. Tutto è avvenuto intorno alle 7.30, all'altezza del civico 38, di fronte a un kebab. «Ogni particolare di questo intervento sarà sottolineato ed evidenziato, questo episodio ci ha permesso di analizzare i tempi di reazione, molto importante anche a seguito di quanto avvenuto a Stoccolma» due giorni fa ha considerato il questore Marcello Cardona, precisando che in questo caso «non si tratta sicuramente di un atto terroristico, anche se dal momento in cui è arrivata la telefonata al momento dell'intervento confesso che abbiamo pensato di tutto». E «in pochi minuti - osserva - il soggetto è stato neutralizzato e abbiamo avuto la sicurezza che non si tratta di terrorismo. Se questa persona risulterà irregolare, ho dato indicazioni che non deve restare in Italia. Ritengo che chi commette reato non debba stare qui, proprio come penso che l'accoglienza fatta in modo intelligente e organizzato sia un valore in più per la sicurezza». Il tema dell'immigrazione e integrazione è stato al centro della conferenza stampa che il questore aveva convocato proprio ieri per presentare il bilancio dell'attività della Polizia di Stato nelle province di Milano e Monza-Brianz, in occasione delle celebrazioni, domani, del 165esimo anniversario della fondazione del Corpo. E dai numeri emerge che il carico di lavoro per l'Ufficio immigrazione è moltiplicato, soltanto le richieste d'asilo politico nell'ultimo anno hanno raggiunto quota 6mila, circa duemila in più rispetto all'anno prima. Sono aumentati gli stranieri che soggiornano sul territorio - da 404mila a 427mila, oltre 20mila in più in un anno -, soprattutto egiziani (quasi 70mila), filippini (48mila) e cinesi (46mila), seguiti da stranieri provenienti da Parù, Marocco, Ecuador, Ucraina e Sri Lanka, le richieste sono sotto esame mentre 60mila in più sono i permessi rinnovati o rilasciati nello stesso periodo. Più che raddoppiati in pochi mesi (da 291 a 749) anche gli stranieri allontanati. «Dobbiamo garantire diritti umani e sicurezza - ha ribadito Cardona al fianco della dirigente delle volanti Maria Jose Falcicchia e al capo di gabinetto Giuseppina Suma - ma se uno straniero non è in regola deve andare via, in Italia non teniamo chi compie reati».

Reati che secondo i dati sono comunque diminuiti tra il marzo 2015- 2016 e i 12 mesi successivi, anche se c'è stato «un boom di richieste di porto d'armi» e «di dinieghi». Segnano un -3,6% i furti e -17,6% le rapine, anche se salgono dell'11% quelle in banca e del 6,1% i furti con destrezza. Calati del 6% i maltrattamenti in famiglia e del 13% i casi di stalking. Sempre 20 all'anno gli omicidi volontari. Impennata per i sequestri di droga: 4 kg in più di eroina, addirittura 69 in più di cocaina e 57 di marijuana mentre cala da mille a 600 chili l'hashish. Il questore ha (almeno) tre obiettivi: «Andare anche nelle periferie dove c'è sofferenza, essere capillari, chirurgici», fare «controlli a tappeto nei mercatini di nostra competenza» e «controlli scientifici nei campi rom». E garantisce: «Sarò un produttore di ordinanze, rivedremo tutti i sistemi che riguardano i luoghi in cui c'è tanta gente e quando necessario li miglioreremo».

Commenti
Ritratto di nando49

nando49

Lun, 10/04/2017 - 17:49

Credo poco alla dichiarazioni del questore. Troppe leggi garantiste e troppi giudici pronti al buonismo. Ricordo pochi giorni fa l'episodio di un extracomunitario con decreto di espulsione poi salvato da un giudice perché si era sposato. Se poi l'espulsione di un clandestino comporta solo la consegna del foglio di via, immaginate cosa se ne fa del suddetto foglio.