Quella commedia è un disastro, si ride al Carcano

Successo per la versione italiana del testo di Sayer e all'Out Off Calvino incontra Buzzati

In attesa di parlarvi del teatro in arrivo, ecco una scelta tra gli spettacoli che abbiamo colpevolmente trascurato: l'offerta a Milano è ricca, può succedere. Cominciamo dal Carcano, dove fino al 13 maggio si ride con Che disastro di commedia, lavoro che ha raccolto applausi nelle capitali europee. Scritto da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis per la compagnia Mischief Theatre, debuttò con regia di Mark Bell nel 2012, in un piccolo pub londinese. È la storia di una compagnia amatoriale la quale, grazie a un'eredità, vuole produrre un fastoso spettacolo: si rivelerà strampalato, ma divertentissimo. Il progetto artistico è di Gianluca Ramazzotti.

All'Out Off, in prima nazionale fino al 27 maggio, c'è Le cosmicomiche/La boutique del mistero. Calvino incontra Buzzati. Due mostri sacri del Novecento messi in scena, attraverso indimenticabili pagine, dal regista Lorenzo Loris. In alcune repliche, previsti incontri con scrittori e giornalisti a cura di Lorenzo Viganò, curatore delle opere di Buzzati. I devoti a Italo Calvino e Dino Buzzati, scrittori diversi ma con affinità segrete, troveranno nello spettacolo sostanza per rileggerli con uno sguardo rinnovato e apprezzarne ancora una volta la magia del raccontare.

Due i debutti freschi della settimana in scena al Parenti: Je suis la mer, fino al 6 maggio, e L'arte della gioia, fino al 12. Il primo, di e con Vanessa Korn, ha il sottotitolo esplicativo «del perdersi, del ritrovarsi, del naufragare». Xavier de Maistre scrisse un viaggio attorno alla sua camera, Vanessa Korn viaggia anch'essa in un monolocale milanese, dove la vita l'ha depositata. Ma vivere, ricorda l'attrice, vuol dire spostarsi, cercare un posto nel mondo e non trovarlo. Così ci fa cavalcare in terre lontane, viaggi ricordati o scaturiti da letture e musica. L'arte della gioia è un reading teatrale dal romanzo di Goliarda Sapienza, uscito postumo nel 1998 (Sapienza, che era anche attrice di cinema, morì nel 1996). Sandra Zoccolan, accompagnata dalla fisarmonica di Guido Baldoni, in questa produzione Atir Teatro Ringhiera ripercorre la vita di Modesta, protagonista del romanzo. Nata in fondo alla scala sociale, poverissima tra i poveri (siamo a inizio '900), Modesta si fa largo mettendo in un canto le remore morali. «It's my way», canterebbe Sinatra, a modo mio: così visse l'eroina immaginata da Goliarda Sapienza. Davanti a noi spettatori si dispiega, ascoltando le pagine della scrittrice siciliana, una vita avventurosa, di libertà e seduzioni, per nulla Modesta.

E la magia del teatro, ancora una volta si impadronisce di chi, per fortuna, sfida la pigrizia, esce di casa e si siede in poltrona, aspettando che lo spettacolo cominci.