il commento 2 Ma le dimissioni valgono solo per gli altri?

di Giannino della Frattina

«Abbiamo fatto tutto il possibile. Chiedo scusa ai cittadini, ma se fossimo stati avvisati in tempo avremmo evitato questa situazione». Chiede scusa, ma... il sindaco Giuliano Pisapia. Perché di fronte a una città messa in ginocchio, anzi sott'acqua per la seconda volta in due settimane era difficile tacere. Però non arriva a caricarsi sulle spalle le sue responsabilità di amministratore di fronte all'ennesima esondazione del Seveso. E raccontando in aula di aver seguito l'emergenza «dalle due di notte», non ce la fa a non scaricare le colpe. Quel «se fossimo stati avvisati in tempo...» è un indice puntato contro la Regione, rea di non aver dato sufficiente allarme meteo. Ben diverso trattamento ebbe il sindaco di Roma Gianni Alemanno per il fraintendimento dei centimetri di acqua trasformati in neve. Scherno e ingiurie. E ben diverso trattamento riservò l'allora aspirante sindaco Pisapia a Letizia Moratti quel primo novembre 2010. «Il Seveso, il Lambro sono l'esempio migliore della disfatta di questa giunta incapace di intervenire a risolvere i problemi di questa città; è intollerabile che si giunga a situazioni come quelle di stanotte dopo una giornata e mezza di pioggia». Non solo. «Forse sarebbe il caso che i responsabili di simili disastri pensino - di fronte a tante situazioni fallimentari - che esistono ancora scelte quali quelle delle dimissioni». Diceva proprio dimissioni, sindaco Pisapia? Dimissioni?