il commento 2 Tabacci si candida come cattolico ma è già senza voce

di Antonio Ruzzo

La notizia è di qualche giorno fa: anche l'Api Livorno darà sostegno alla candidatura di Bruno Tabacci alle Primarie del Pd. Che l'assessore di Pisapia fosse in corsa si sapeva ma ora sembra crederci. E altri con lui: «Siamo molto soddisfatti della candidatura di Bruno Tabacci alle primarie di coalizione del centro sinistra - spiegavano in una nota- Lo siamo per valutazioni politiche generali, per lo spessore morale e politico della sua figura». Poco da eccepire ma viene da chiedersi però a chi si rivolge l'assessore al Bilancio del Comune di Milano scendendo in campo. Si candida con lo scopo più o meno dichiarato di parlare al mondo cattolico progressista? Sicuramente sì ma allora giri le sue carte. E quando si deve prendere posizione su temi cari ai cattolici le prenda. Invece pare che il braccio destro di Pisapia si defili.
Così nessun commento, nessuna replica alle parole del cardinale Angelo Scola che nei giorni scorsi aveva chiesto agli assessori milanesi cattolici se, dopo il via al registro delle coppie di fatto, si sentissero «nel contenitore giusto». E nessun segno neppure dopo che il sindaco a Vasto ha dato il suo via libera alle adozioni per le coppie omosessuali. Tabacci tace forse anche perché è difficile oggi capire quali sia l'identikit dei cattolici che hanno votato Pisapia e cosa pensino. Indeciso se avventurarsi nel vuoto lasciato dalla morte di Carlo Maria Martini, un vuoto anche politico però difficile da intercettare in una logica squisitamente elettorale. Indeciso nel parlare a chi tra i cattolici ha posizioni più conservatrici e lontane dalle sue. Se l'ex governatore ha la pretesa di raccogliere il voto cattolico milanese però non lo può fare traccheggiando sui temi più sensibili. Non lo può fare solo usando il suo mestiere di politico che ha ben amministrato il Pirellone e che è uscito pulito da Tangentopoli. Servono segnali precisi.
E allora torna in mente quanto detto ieri dal cardinale Angelo Scola. A Milano il registro delle Unioni civili è un fatto concreto. Così come lo è la domanda su cosa dovrebbe fare un assessore cattolico che si trovi nella giunta. E Tabacci cosa risponde?