Il commissario Expo non esclude più la corsa

Già a febbraio in un'intervista non lo aveva escluso: «Deciderò ad agosto». Le parole di Giuseppe Sala alzarono una bufera nelle stanze del Pd, bell'arco di qualche ora il commissario unico di Expo trovò il modo di smentire: «La candidatura a sindaco non è nei miei programmi, sono concentrato solo sulla realizzazione dell'Esposizione». E invece, a quasi un mese dal taglio del nastro, Sala non lo esclude più così categoricamente: «Sono per la vita in progress - ha riferito ieri a Repubblica -. Io non so se voglio fare il sindaco nè se sono in grado. So che non voglio pensarci adesso». L'ipotesi non è così fantasiosa e agita i papabili candidati Dem. In fibrillazione Pierfrancesco Majorino, l'assessore al Welfare che è pronto a candidarsi con l'appoggio della SinistraDem: ieri mattina, finita la rassegna stampa, ha pubblicato un messaggio su Facebook. «Milano 2016. Sui giornali, inevitabilmente, riprende il balletto su primarie, tempi, candidati. Per me il centrosinistra milanese deve fare una cosa semplice, banale. Fissare la data e le regole. Così non si potrà alimentare il sospetto che alla fine arriverà qualcuno paracadutato da Roma. E non ci saranno figli di un dio maggiore che potranno pensare di evitarle». Il figlio di un dio maggiore, nelle parole non dette dall'assessore, sarebbe proprio Sala. Il 13 giugno allo Spazio Ansaldo si terrà la «Leopoldina» del Pd. Chi sperava che fosse il palco per lanciare i primi nomi per le primarie è rimasto deluso: non si toccherà neanche il tema delle regole. E in questi giorni la segreteria del partito ha invitato tutti alla calma, l'ipotesi del voto è slittata prima a settembre, poi addirittura a gennaio, facendo crescere le ansie. Majorino ma anche Onorio Rosati e Roberto Caputo hanno sollecitato a «fare presto». Allungare i tempi suona quantomai funzionale all'ipotesi Sala: a Expo in corso, sarebbe impossibile una raccolta firme per le primarie tra giugno e luglio, improbabile anche prima del 31 ottobre, ultimo giorno di Expo. Il segretario Pd Pietro Bussolati ieri ha richiamato all'ordine ( in primis ) Majorino: «Da qualche settimana leggo qualcuno mettere in discussione punti abbiamo considerato vincolanti sin dall'inizio». Ricorda «a mò di decalogo» quei punti. Conferma la scelta «con primarie aperte» e le regole «verranno discusse con la coalizione entro questa estate». Inutile scalpitare a maggio insomma. «Abbiamo la certezza di aver governato bene, quindi non abbiamo fretta». E rassicura: «Milano sceglie in autonomia». Nessuna imposizione dall'alto. Anche un Sala dovrà misurarsi sui voti. Il decimo punto «riguarda noi e il nostro modo di intendere la politica - conclude - le elezioni non si vincono con i beauty contest ma con la forza di volontà, il coraggio e la passione dei militanti, dei volontari, di chi ha cuore per la propria città anche senza mettersi in prima fila». Compagni avvisati.