Un commissario alla Maltauro Padiglione Italia, servono controlli

Con la richiesta al prefetto Francesco Paolo Tronca e la pubblicazione del provvedimento nel sito internet dell'Autorità anticorruzione, il presidente Raffaele Cantone ha deciso di commissariare la società Maltauro limitatamente alla gara di appalto delle «architetture di servizio» Expo. Una commessa da 55 milioni di euro (il 2 per cento del portafoglio ordini) finita al colosso vicentino il cui allora amministratore delegato Enrico Maltauro è stato arrestato per un presunto giro di mazzette. Ora la scelta delle procedure da attivare spetta al prefetto Tronca, dopo aver esaminato il testo nel quale Cantone afferma «l'assoluta certezza che l'appalto in questione è stato vinto grazie a una attività illecita, come emerge dalla circostanza che Enrico Malturo, amministratore e dominus indiscusso della società, è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere».
La decisione nell'incontro di ieri tra Cantone, il commissario Expo Giuseppe Sala e quella del Padiglione Italia Diana Bracco servito, secondo la società Expo, a «definite le linee guida per l'azione nei prossimi mesi in modo tale da garantire da subito la piena operatività sul cantiere e in tutte le attività connesse». Un vertice per fare un quadro della situazione generale visto che ormai all'apertura dei cancelli mancano ormai meno di trecento giorni. Ma il capitolo forte del menù è stato ovviamente il programma dei controlli sui lavori e la richiesta dell'Autorità anticorruzione di estenderli anche a quelli per la realizzazione del Padiglione Italia. Con Cantone che al termine ha assicurato che «non si è parlato assolutamente» di nomi per il commissario perché «la decisione spetta al prefetto Tronca, sarà lui a decidere».