"Compriamo made in Europe", nasce il portale dell'acquisto consapevole

Moda, design, food. Ma anche gioielli, veicoli e strumenti musicali. Il sito riunisce le aziende europee che raccontano le fasi del loro processo produttivo. A garanzia di chi acquista

Per chi non si fida a comprare su internet, "perché non ci sono garanzie". Per chi cerca il "brand", "perché la firma è garanzia di eccellenza". Per chi invece preferisce "il non griffato", purchè di qualità. Per chi, di un prodotto, vuol sapere tutto. 
Chi l'ha progettato, realizzato e confezionato. Per chi non s'accontenta dell'etichetta trasparente e vuole conoscere l'intera filiera: da dove arrivano le materie prime? E l'assemblaggio? Stiamo parlando di acquisti di oggetti, vestiti, cibi, vini, veicoli. Ma anche gioielli, strumenti musicali, giochi. Dal design alla moda, al food. Non a caso i settori che più ci contraddistinguono nel mondo.
Da oggi è online il portale www.compriamomadeineurope.eu, la piattaforma che accontenta i consumatori responsabili, con garanzie e informazioni puntuali. Composta da tutte le aziende europee che hanno scelto di raccontarsi. L'iscrizione è gratuita. La filiera "made in Europe" è assicurata e tracciabile, a portata di clic, per fugare i timori dell'acquirente più diffidente.
L'idea è di due giovani imprenditori, Eleonora Piazzolla e Andrea Parise, esperti di moda e di fotografia che con il patrocinio della Commissione europea hanno presentato oggi il loro sito web. "L'intento di questo portale, che valorizza i processi produttivi all'interno dell'Unione europea, mette d'accordo consumatori e aziende perché sostiene l'economia e permette di mantenere i posti di lavoro" ha spiegato Eleonora Piazzolla. Le aziende che aderiscono al progetto devono indicare, sotto la propria responsabilità, la percentuale del loro processo produttivo, suddiviso in cinque fasi (produzione, confezione, lavorazione, materie prima, packaging). "Il volume delle merci contraffatte si aggira sui 200 miliardi di euro (fonte UE) - ha aggiunto l'avvocato Cristina Manasse, specializzata in economia europea - mentre sono 115 milioni gli articoli confiscati, un terzo dei quali pericolosi per la salute o la sicurezza".
È stato Giulio Cappellini, architetto del gruppo Poltrona Frau, a riflettere sull'importanza "del fare squadra": "Cerchiamo di enfatizzare i prodotti made in Italy e made in Europe senza temere i competitor locali. Essere uniti per valorizzare la nostra cultura del prodotto ci permette di avvicinarci anche ai nuovi mercati. Nel mondo il nostro stile di vita è conosciuto, i consumatori hanno diritto di sapere perché un prodotto costa di più e con che cosa è stato realizzato. Fra i doveri di un'industria c'è anche quello di raccontare il suo sudore...".