Il Comune ammette: «Pasticcio sulla Tasi» E rischiano di pagare anche gli inquilini

L'assessore al Bilancio Francesca Balzani inizia parlando di un «disservizio grave», poi di «un pasticcio» e infine ammette che in alcun casi «non sappiamo ancora cosa fare». Il tema è la Tasi, la nuova imposta sulla casa che ha sostituito l'Imu nel nome, ma per molti si traduce in una tassa addirittura più alta della vecchia imposta 2012. E il caos sulla gestione è assicurato, se il primo ad ammetterlo è l'assessore. La giunta aveva votato le delibere sul regolamento Iuc il mese scorso e, all'interno, anche una serie di agevolazioni per la Tasi. L'uno e le altre devono passare dal Consiglio. E la prima rata Tasi va versata entro il 16 giugno. Ma «se la delibera che definisce le aliquote e gli sconti non sarà approvata entro il 23 maggio - ha ammesso ieri in Commissione la Balzani, replicando alla questione sollevata dal consigliere Fdi Riccardo De Corato e dal capogruppo di Fi Fabrizio De Pasquale -, si creerà un disservizio grave». Che arrivi l'ok al documento entro quella data, è quasi impossibile. Come saranno calcolati gli importi? Si troveranno a pagare la prima rata anche quei cittadini che nella delibera erano indicati come esenti, e in particolare gli inquilini? Il Comune rimborserà successivamente? Domande che per ora non hanno risposte chiare. «È un bel problema - afferma la Balzani -, se non si vota dovremo trovare una soluzione, un piano b». I proprietari di prime case potrebbero perdere la facoltà dell'acconto e pagare un0unica maxi-rata a dicembre. Le seconde case dovrebbero pagare l'acconto con aliquota più alta del previsto, allo 0,1%. Per gli inquilini è nebbia fitta.