Il Comune cerca voti Finanzia eventi Expo (ma ad Expo finita)

Stanziati 108mila euro per associazioni con progetti culturali legati all'esposizione I fondi? Erogabili al più presto in ottobre

Un finanziamento che ha il sapore di elezioni. Almeno per i tempi e i modi in cui si sta realizzando. Negli ultimi giorni di agosto il Comune ha stanziato 108mila euro per eventi culturali legati a Expo. Somma da dividere tra le nove zone di Milano per un totale di 12mila euro ciascuno. L'esposizione di Rho però è un passo dalla fine, sottolineano le opposizioni. E il centrodestra insorge proprio per il modo in cui sono stati stanziati i fondi. A partire in particolare dai problemi di comunicazione: si tratta di soldi da destinare ad associazioni ed enti culturali, ma non tutte le realtà iscritte alle liste zonali hanno ricevuto l'avviso della disponibilità di questa cifra. Inoltre con i tempi della burocrazia si rischia di non metterle nemmeno in pratica: alle zone l'avviso è arrivato il 27 agosto, ma molti degli stessi consiglieri non ne sapevano niente. Se tutto va bene, saranno denari erogabili solo a ottobre. Quindi se le iniziative dureranno più di un mese, non è probabile che non si riuscirà nemmeno a metterle in pratica. "Scommettiamo che le associazioni che ne beneficeranno saranno solo quelle della holding Pd? - attacca Nicolò Mardegna di Noixmilano - i moralisti che si atteggiano a unici democratici della politica italiana decidono poi tutto nelle segrete stanze: i consiglieri di zona sono all'oscuro di tutto, ma ancora più grave è che ne siano all'oscuro le associazioni non connesse alla holding".

Intanto in zona 8 sono state presentate delle richieste per un laboratorio sul 'legno nella storia alimentare', in cui si spiegherà la storia delle posate di legno o un corso per piccoli chef. Iniziative che però il Comune rivendica: "Il tema della delibera era quello di permettere alle zone di partecipare alla programmazione di Expo in città e a quanto mi risulta l'arco temporale della manifestazione si conclude il 31 ottobre - replica Filippo Del Corno, assessore alla Cultura - la comunicazione della disponibilità di questi fondi è stata data appena approvato il bilancio tanto è vero che alcune zone avevano già avviato le procedure e in alcuni casi le iniziative sono state già realizzate". E anche per quanto riguarda la mancata comunicazione a tutte le associazioni di questa disponibilità economico Del Corno precisa: "Noi abbiamo dato solo un generico indirizzo per l'utilizzo che doveva essere quello culturale, ma abbiamo lasciato massima libertà alle zone per quanto riguarda le procedure di assegnazione che fosse tramite bando o altro strumento".

Sarebbero dunque i vari gruppi di maggioranza che stanno utilizzando come meglio credono i fondi messi a disposizione dal Comune. E i ritardi sono colpa, in alcuni casi, della lentezza della burocrazia comunale, mentre in altri qualcuno si è dimenticato di avviare per tempo le procedure oltre che di avvertire tutte le associazioni del territorio. In questo modo si concretizza il pericolo che non siano fondi destinati a tutti, ma solo ai soliti noti della holding Pd.